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Categorie: Cultura News

Antipirateria web, negli USA costa 2 milioni di dollari. E in Europa?

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Anna Maria Parente

Contrastare la pirateria cibernetica ha un prezzo, ed è anche molto alto. Negli Stati Uniti il sistema antipirateria online costa due milioni di dollari annui. La cifra naturalmente non è carico di un solo ente, ma viene divisa tra l’associazione delle case discografiche Motion Picture Association of America (MPAA), quella dei discografici Recording Industry Association of America (RIAA) e, infine, quelle dei più importanti Internet Service Provider della nazione.

L’organismo statunitense che si occupa della prevenzione e del controllo delle violazioni del copyright si chiama Center of Copyright Information (CCI). Questa vera e propria macchina antipirateria è un ente no profit che è stato creato nel settembre 2011, ma che è entrato in funzione soltanto lo scorso febbraio con uno schema di repressione graduale in sei fasi. Il modello antipirateria adottato dal CCI prevede nei confronti dei trasgressori l’invio di diffide o punizioni quali l’eventuale riduzione provvisoria della velocità di connessione o l’iscrizione a un programma educativo in rete (in alcuni casi obbligatoria). Non sono previste però pene detentive.

Quello statunitense non è un sistema severo come quello francese della legge Hadopi che prevedeva la disconnessione dell’utente che veniva scoperto a scaricare materiale protetto da copyright. La legge Hadopi era stata adottata nel 2009 sotto il governo Sarkozy, ma la scorsa estate ha subito una modifica. A luglio 2013, infatti, con la pubblicazione del decreto 2013-596 è stato stabilito che il proprietario del contratto internet colto in atti di pirateria online debba pagare una multa a partire da 60 €. Questa modifica è andata così ad alleggerire gli ingenti costi del sistema antipirateria.

In Italia l’Agicom (Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni) si è già mobilitata lo scorso maggio per varare un Regolamento Antipirateria. Per tutto il 2013 comunque la tendenza europea è stata quella di semplificare l’assegnazione delle licenze al fine di rendere possibile lo sviluppo del mercato. Ultimamente, però, Il trend generale sta cambiando grazie alla diffusione di siti come Deezero Spotify dai quali è possibile ascoltare musica legalmente in streaming senza scaricare nulla. Grazie a questo sistema in abbonamento, il numero dei download illegali di musica pare infatti diminuito in tutto il mondo.

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Anna Maria Parente