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Il Datagate britannico dal nome Tempora

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Michele Soliani

Non solo Angela Merkel è stata spiata dal Governo degli Stati Uniti d’America ma anche altri venticinque leader mondiali e paesi come l’Italia. È questo quanto Gleen Greenwald, il giornalista americano che custodisce i file di Edward Snowden, ha affermato prima che il tutto andasse a interessare solamente la cancelliera tedesca.

Il nostro paese è stato coinvolto in due operazioni di spionaggio: il sistema Prism, quello statunitense di cui tanto si parla, e il Programma Tempora, sviluppato dall’intelligente britannica. Quest’ultimo si basava sullo spionaggio di fibre ottiche che trasportano chiamate e dati internet; lo scandalo, già se c’è ne sono tutti gli elementi, è caratterizzato dalle modalità spregiudicate di raccolta dati, raccolta che interessava anche informazioni per nulla attinenti alla lotta al terrorismo.
Non solo gli Stati Uniti ma anche il Regno Unito è coinvolto nello scandalo dei Datagate. Gli 007 di Sua Maestà raccoglievano così informazioni utili per cogliere «le intenzioni politiche dei governi stranieri».

Si stanno quindi conoscendo lentamente molti aspetti della nostra economia nazionale parzialmente conosciuti come gli accordi di affare degli industriali con Paesi Arabi; non solo economia ma anche politica visto che nei documenti compaiono anche le litigate tra Roma e Londra durante le prime fasi del conflitto libico di due anni fa.
L’intercettazione avveniva mediante tre cavi sottomarini in fibra ottica che hanno terminali in Italia. Il primo è il SeaMeWe3, con “terminale” a Mazara del Vallo. Il secondo è il SeaMeWe4, con uno snodo a Palermo. Città da cui transita anche il flusso di dati del Fea (Flag Europe Asia).

La storia ricorda su molti aspetti quando avveniva a Berlino durante la Guerra Fredda. Negli anni sessanta la CIA aveva scavato un tunnel per intercettare i cavi telefonici dell’Armata Rossa, cavi che si trovavano nella parte sovietica della capitale tedesca. L’operazione, chiamata con il nome in codice «Gold», venne subito scoperta dai sovietici che per oltre un anno inviarono al nemico informazioni appositamente erronee.

Situazione diversa quella attuale ma che porta alla ribalta un mondo, ovvero quello dello spionaggio, non ancora terminato e anzi ulteriormente implementato.

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Michele Soliani