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Categorie: Calcio Sport

Calcioscommesse: Gegic, da latitante ad allenatore

Published by
Andrea Papale

Nell’estate del 2011 l’Italia rimase sconvolta dal più grande scandalo di calcioscommesse della sua storia. L’inchiesta denominata “Last Bet“, condotta dalla Procura di Cremona, dall’1 giugno di quell’anno portò alla luce un giro di scommesse e partite truccate che coinvolsero calciatori e dirigenti, dalla serie A alla Lega Nazionale Dilettanti. Un’anno dopo le stupefacenti rivelazioni, nel novembre 2012, si costituì il latitante Almir Gegic, ex giocatore serbo, considerato una delle “teste” dell’associazione a delinquere
finalizzata alla truffa ed alla frode sportiva.

Ad un anno di distanza dagli arresti, “lo zingaro“, dopo aver ottenuto la revoca del divieto di abbandonare l’Italia, avrebbe conquistato un ruolo nello staff tecnico di una squadra della seconda divisione regionale svizzera : il Rancate FC. La squadra del Canton Ticino avrebbe assunto Gegic come aiuto allenatore, non tenendo conto dei suoi delitti sportivi passati né dell’inchiesta ancora in corso.

Il gip di Cremona Salvini nelle motivazioni della revoca di divieto d’espatrio fa notare come Gegic abbia fatto passi avanti nella collaborazione con i giudici “Seppur con espressioni volutamente prudenti “– scrive il procuratore – “non solo ha confermato alcuni dei più importanti incontri svoltisi nella primavera del 2011 all’albergo “Una Tocq” di Milano, fornendo conferma alle dichiarazioni rese da Gervasoni (anche lui arrestato durante le indagini) e da ultimo da Ivan Tisci, ma ha ammesso che Ilievsky (elemento di spicco del gruppo degli “zingari”) non era il capo. In pratica non godeva da solo di poteri decisionali né era in grado di autofinanziarsi la manipolazione delle partite, né di stabilirne le modalità, ma sopra di lui vi era un capo“.

Dal Canton Ticino arriva secca la smentita del Presidente del Rancate FC, Claudio Rinaldi. Il massimo esponente degli svizzeri ha dichiarato che da ottobre Gegic milita nel club solo come giocatore. Anche se, come rivela il Corriere del Ticino, tra le motivazioni che hanno spinto i giudici a concedere il diritto di espatrio al serbo ci sarebbe anche un accordo tra il club e la questura dove è previsto un impegno da parte del serbo come aiuto allenatore per 40 ore settimanali.

Gegic, sottoposto all’obbligo della firma, dovrà comunque tornare in Italia almeno una volta ogni due settimane.

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Andrea Papale