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Le vie dei tesori: una psicoanalista eretica

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Alessia Aleo

«Un’eretica della psicanalisi raccontata dal suo ultimo allievo. La grande Wolf, moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, allieva di Anna Freud, ha esercitato a Palermo fino a quando non è morta alla fine degli anni Settanta, portando in città una pratica eterodossa, lavorando negli ospedali psichiatrici, non usando il lettino, a volte non facendosi pagare. A ricordarla nel complesso dell’ex manicomio è il suo ultimo allievo, Giancarlo Decimo, analista, che lavora tra Alcamo e Palermo e che di lei ha custodito i quaderni e i nastri registrati.»

All’interno della brochure informativa, viene descritto così l’incontro “Le vie dei tesori” che avrà luogo anche il prossimo week end con protagonista la psicoanalista Alexandra Wolff-Stomersee.

La serie di appuntamenti si svolgono nell’aula Chiazzese durante il Festival dei Luoghi e delle Idee, realizzato dall’ Università degli Studi di Palermo in collaborazione con il Comune di Palermo e l’assessorato alla Cultura, sono l’occasione per conoscere e approfondire lo studio di grandi storici sia del passato che contemporanei.

Questa manifestazione, giunta alla sua settima edizione, è il crogiolo della cultura e della sensibilità intellettuale e si articola in cinque macro tematiche: l’eresia, la Città Sotterranea, l’Interculturalità, le donne e il Gattopardo.
I cinque assunti, seppur apparentemente non connessi, si intrecciano nei luoghi attraverso visite guidate, incontri con personalità della letteratura e dell’impegno civile, performance, dialoghi.
Fulcro della manifestazione il famoso ex convento dei Teatini, oggi facoltà di Giurisprudenza, nel cuore della città palermitana di fronte al palazzo municipale e vicina alla gran parte dei luoghi storici e d’arte coinvolti.

Momenti di grande spessore culturale a cui dedichiamo una menzione speciale alla conferenza sulla figura di Alexandra Wolff-Stomersee, anello di congiunzione di tutte le tematiche dell’evento.
Bisogna, innanzitutto, sottolineare come la Psicoanalisi in Sicilia abbia radici assai antiche. Sigmund Freud in persona ne segnò le prime tangibili tracce in uno storico viaggio a Palermo in compagnia del collega e amico Sándor Ferenczi nell’estate del 1910. Questo possiamo definirlo dogmaticamente l’incipit pionieristico della psicologia isolana.

In questo decennio del Novecento Freud approfondì e consolidò i risultati delle sue ricerche scientifiche: l’esistenza della costellazione edipica, quale triangolo che ogni essere umano deve attraversare e superare per raggiungere la maturità, la natura energetico-pulsionale del corpo umano che vive del contrasto tra pulsioni libidiche e pulsioni di autoconservazione dell’Io, la teoria dei tre stadi della sessualità, i meccanismi patogeni di difesa a muovere dalla rimozione, la scissione della personalità.

Io, Super Io ed Es si palesavano come il “Nuovo Continente” dell’esistenza umana. Freud rivendicava chiaramente il ruolo rivestito dalla psicoanalisi non solo fondamentale per l’ indagine e la cura terapeutica della mente ma anche per l’ordinaria teoria del funzionamento normale e fisiologico della vita e della psiche.
Pensiero sposato, studiato, analizzato, da una grande donna, figura di spicco della Storia della Sicilia, Alessandra Wolff Tomasi di Stomersee, moglie dell’autore del Gattopardo, che fu la fondatrice della scuola psicoanalitica siciliana.

Negli archivi storici della psicologia italiana si può leggere come i suoi studi divennero in breve tempo di fondamentale importanza nel panorama psicoanalitico.
Dopo la fondazione della scuola siciliana consolidò i rapporti con Edoardo Weiss e collaborò con i grandi studiosi del settore come Cesare Musatti, Nicola Perrotti ed Emilio Servadio, contribuendo all’organizzazione della nascente Società psicoanalitica italiana (SPI).

“Dopo la seconda guerra mondiale intensificò i rapporti con la SPI, adoperandosi per la rifondazione e la ristrutturazione della sede nazionale a Roma. Fu attivissima promotrice dei primi congressi nazionali e internazionali, proseguendo nel lavoro di Weiss di diffusione della psicoanalisi in Italia. Fu unica donna a rivestire, dal 1954 al 1959, la carica di presidente della SPI.”

Nota per i suoi modi alteri e alquanto bruschi, fu tuttavia amatissima dai suoi pazienti e dai molti medici e psichiatri che ne apprezzarono il grande rigore professionale, sempre commisto a profonde capacità umane.
Alla morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nel 1956, si dedicò con grande tenacia alla pubblicazione postuma del Gattopardo, romanzo risorgimentale, capolavoro storico.

Si spense a 86 anni nel suo palazzo di via Butera. L’allievo Francesco Corrao ne raccolse il lascito fondando nel 1980 il Centro psicoanalitico di Palermo.

Queste poche parole, sicuramente, non renderanno giustizia all’importante figura di Alexandra Wolff-Stomersee ma l’incontro curato da Giancarlo Decimo sarà decisamente fonte di grandi stimoli intellettuali.

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Alessia Aleo