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Categorie: Lifestyle News

A rischio estinzione ci sono anche dei luoghi incantati

Published by
Valentina Scillieri

Inquinamento, aumento del riscaldamento globale, cementificazione sfrenata e sfruttamento delle risorse e del territorio fuori controllo. Sembra quasi che noi uomini non riusciamo a renderci conto che di pianeta Terra ne esiste uno solo e dobbiamo salvaguardarlo.

E quindi è un nostro diritto ma prima di tutto un nostro dovere fare in modo che esso venga tenuto nelle migliori condizioni possibili. Perché si sa, una cosa meglio la si tiene e più a lungo dura.
Purtroppo il dilagare del consumismo e del menefreghismo della gente nei confronti della propria casa, sono fenomeni che non fanno altro che portare al degrado e all’estinzione non solo della fauna, ma anche della flora che il mondo accoglie. E a queste si aggiunge la neanche più tanto remota possibilità dell’estinzione di certi luoghi.

Prima che rischino di scomparire per sempre, si potrebbe ad esempio visitare l’Isola di Pasqua, atollo dell’Oceano Pacifico situato in Cile. Il nome originario è “Rapa Nui” che letteralmente significa “grande isola/roccia”; l’isola si colloca sulla dorsale pacifica, ha origini vulcaniche ed è contraddistinta da ripide scogliere. La peculiarità di questo territorio sono gli enormi blocchi di pietra scolpiti a forma di testa, i cosiddetti “Moai”, di cui se ne conservano circa 900. È un luogo affascinante e misterioso, oggi abitato da circa 5.000 persone, di cui meno della metà sono indigeni, discendenti degli autori delle statue Moai e di una forma di scrittura, le iscrizioni rongo-rongo su tavolette sacre, oggi andata perduta. La preoccupazione degli abitanti è quella del sempre maggior afflusso di turisti, a causa anche dalla costruzione lo scorso anno di un eco-resort, che rischiano di deturpare e inquinare l’isola.

Un altro luogo caratteristico del nostro pianeta e in via di estinzione è l’Antardide, situato nell’emisfero australe e abitato dai pinguini. A causa dell’innalzamento della temperatura globale, dovuto ad uno smodato uso dei combustibili fossili che favorisce il buco nell’ozono, questa enorme piattaforma di ghiaccio si sta lentamente sciogliendo. L’International Association of Antarctic Tour Operators, organizzazione volta a sostenere la sicurezza e il turismo responsabile, ha imposto alcune severe limitazioni per frenare l’incontrollato flusso turistico, ma probabilmente questo non fermerà lo scioglimento del ghiaccio antartico.

Il surriscaldamento globale è causa anche dello scioglimento della calotta di ghiaccio che riveste la cima del Kilimangiaro. La montagna più alta del continente africano, con i suoi 5895 metri sul livello del mare, nonché uno dei vulcani più alti del mondo, rischia, da qui a vent’anni, secondo uno studio pubblicato dai Proceedings of National Academy of Sciences, la definitiva scomparsa delle nevi perenni che lo rivestono.

La città di Machu Picchu, o meglio i resti dell’antica civiltà di Choquequirao, in Perù, è senz’altro una delle mete da visitare prima che scompaia definitivamente. La località è oggi universalmente conosciuta sia per le sue imponenti ed originali rovine, sia per l’impressionante vista che si ha sulla sottostante valle dell’Urubamba. Ma la costruzione entro il 2015 di una funivia poco distante dalla città, che incrementerà notevolmente il numero di turisti, quasi certamente porterà alla rovina e alla distruzione di uno dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

L’Australia ospita la più grande struttura al mondo fatta di un unico organismo vivente: la Grande Barriera corallina. Si estende per 2600 chilometri ed è costituita da 2900 barriere coralline singole e 90 isole. La sua grande biodiversità ha fatto sì che fosse inclusa anch’essa nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità stilato dall’UNESCO. Ma questa meravigliosa conformazione che abita l’oceano rischia rapidamente l’estinzione, come sostiene anche il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, che ha registrato un tasso di disintegrazione della barriera senza precedenti. Ciò è dovuto soprattutto a tre fattori: l’aumento della temperatura dell’oceano, l’inquinamento delle acque e la pesca.

Questi sono solo alcuni esempi di territori ed ecosistemi che rischiano l’estinzione. E tutto per causa nostra. Rendersene conto e limitare, per quanto possibile, i danni ormai avviati sarebbe la scelta più saggia e utile per poter continuare a vivere e a godere delle bellezze del nostro pianeta. alentina Scillieri

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Valentina Scillieri