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Categorie: Economia News

Rolls Royce investe al sud

Published by
Gioia Stendardo

Abituati al fenomeno delle fughe (di capitali e di cervelli), finalmente si parla di soldi, tanti soldi, entranti nel Bel Paese. L’investimento in questione è di ben 36,5 milioni di euro e finisce direttamente nelle braccia della provincia avellinese.

A inizio 2013 la britannica Rolls Royce decide infatti di puntare sull’Italia ampliando gli stabilimenti dell’ Ema di Morra De Sanctis, società leader nell’industria aerospaziale per la produzione di componenti in superleghe per motori e turbine. Pochi giorni fa l’inaugurazione della linea produttiva, la cui piena realizzazione è prevista per aprile 2015, che ha come obiettivo l’aumento della capacità produttiva dell’Ema del 45% e l’assunzione di oltre 200 dipendenti.

Parole di plauso provengono dal Presidente del Consiglio Letta che così ha commentato «è un giorno importante per l’Italia e per il Sud. Il contratto di sviluppo è l’esempio di quanto sia importante e determinante la collaborazione tra le istituzioni. Dalla Campania ci arriva un grande messaggio di come sia possibile attrarre investimenti anche in Italia ed un è messaggio di grande speranza».

Il riferimento autorevole alle “istituzioni” è dovuto al ruolo centrale giocato dall’Invitalia nella conclusione dell’accordo a inizio anno. L’agenzia governativa per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa ha come obiettivo quello di attrarre le aziende in Italia, in particolare nel Mezzogiorno, attraverso la sottoscrizione di un Contratto di Sviluppo. Delle agevolazioni previste dal piano ha perciò usufruito anche Rolls Royce, considerati i 10,3 milioni a fondo perduto e i 9,3 a fondo agevolato accordati dall’agenzia governativa.

L’opera di Invitalia non rivolge però la sua attenzione al solo settore secondario, bensì anche al turismo e al commercio per i quali ha attualmente stanziato 160 milioni di euro, ammontare che va ad aggiungersi ai 490 milioni destinati a progetti industriali in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia e ai 120 destinati alle industrie manifatturiere di Basilicata e Sardegna.

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Gioia Stendardo