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Categorie: Ambiente Cronaca News

Terremoto, la terra trema in tutta l’Italia

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Daria D'Acquisto

La terra ha continuato a tremare anche stanotte in Campania. Dalla scossa più forte, quella delle 18.08 di ieri, sono state rilevate più di 130 repliche di magnitudo pari o superiore a 2. “Di queste, 96 sono avvenute nella giornata di ieri e 34 questa mattina, e sette sono state di magnitudo superiore a 3“, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Superiore di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Il terremoto si era fatto sentire ancora stanotte, alle 00.34, alle 2.28 e alle 3.18 nel Matese, con tre scosse di magnitudo 2.9, 2.3 e 3.1.
Nei Centri di coordinamento soccorsi (Ccs), attivati su indicazione del Dipartimento nazionale di Protezione civile, presso le Prefetture di Napoli, Caserta e Benevento si tengono riunioni no stop, alle quali hanno partecipato funzionari della Protezione civile della Campania.

Notte fuori casa per decine di persone, nei comuni più vicini all’epicentro, anche su consiglio del vice presidente del Consiglio nazionale dei geologi, che ieri sera aveva raccomandato agli abitanti delle località campane di dormire fuori per maggiore sicurezza.

Molta paura ieri soprattutto a Napoli, dove il traffico telefonico è andato in tilt a lungo a causa dell’alto numero di telefonate immediatamente successive alla scossa. E si è registrata anche una vittima: un uomo, colto da infarto, deceduto dopo essere stato ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco.

Intanto con la luce del giorno, in tutte le zone nelle quali è stato avvertito il sisma, continuano i controlli sullo stato delle abitazioni e delle strutture pubbliche, che proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Già riscontrati danni ad una chiesa a San Gregorio Matese, mentre a Piedimonte Matese è stato evacuato l’ultimo piano dell’ospedale, che continua però a funzionare regolarmente. La piazza principale di Piedimonte è stata transennata per la caduta di alcuni calcinacci e in provincia di Benevento è stata dichiarata inagibile la Chiesa di Santa Maria del Carmelo a Faicchio, a causa dei danni alla volta. Sempre qui sei famiglie sono state fatte allontanare da una palazzina delle case popolari a causa di una lesione riscontrata dai primi accertamenti.

Anche a Campobasso e Isernia molta gente è scesa in strada dopo aver sentito la scossa, ma non sembrano essere stati registrati danni. Il sisma è stato avvertito nettamente ai confini con l’Abruzzo.

Già la settima scorsa in Molise erano state avvertite altre 5 scosse, con epicentro nei comuni del sisma del 2002. Quella più forte, il 20 dicembre, aveva avuto una intensità di 3,8.

Alberto Michelini, direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv, ha spiegato che il sisma si è verificato in un’area dove negli ultimi decenni c’è stata una sismicità ridotta: “La zona in cui è stato sentito il sisma è abbastanza grande, con raggi tra 50 e 100 chilometri dall’epicentro, ma non ci sono state accelerazioni particolarmente forti“.

Il terremoto di ieri sera in Campania ha origine dallo stesso meccanismo che ha provocato il recente sisma di Gubbio e quello dell’Aquila nel 2009, anche se le faglie coinvolte sono diverse. Secondo Michelini il sisma è stato causato dall’estensione dell’Appennino. In pratica è come se il Tirreno si stesse allontanando dall’Adriatico, con un fenomeno che fa parte della geodinamica dell’Appennino.

Sul sito dell’Ingv si legge che “Il meccanismo focale del terremoto di magnitudo 4.9 del 29 dicembre mostra una faglia estensionale parallela all’Appennino meridionale. L’orientazione e il movimento della faglia responsabile del terremoto sono coerenti con il processo attivo nella regione: l’estensione della penisola in senso nordest-sudovest”.

Le terra ha tremato ancora anche in Umbria. A Gubbio nuove scosse sono state avvertite la scorsa notte e questa mattina, pur senza causare particolari danni o allarme tra la popolazione. Venerdì sera alle 20.43 l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva registrato un sisma di magnitudo 3.5 e nella notte altre lievi scosse. Lo sciame sismico aveva fatto registrare un terremoto di magnitudo 4, con una scossa avvertita dalla popolazione, che ha fatto tremare anche gli edifici di una vasta zona della provincia di Perugia e di alcune località delle Marche al confine con l’Umbria.

Dalla Lunigiana a Milazzo, in totale sono almeno cinque le sequenze in atto lungo penisola e isole. Stando ai sismologi non è raro che più sequenze siano attive nello stesso momento, “ma in questo caso si notano più perchè nell’arco di pochi giorni si sono concentrati più terremoti di magnitudo compresa fra 4 e 5“. Oltre al terremto di Gubbio, sono state registrate scosse nello stretto di Messina e nel golfo di Milazzo, mentre proseguivano le repliche del terremoto della Lunigiana. Inoltre, “non si sono ancora chiuse – ha detto l’esperto – quelle dei terremoti in Emilia, nel Pollino e al largo di Ancona“.

Intanto guardando le zone a rischio, i sismologi rilevano che “in Campania ben 4608 edifici scolastici e 259 ospedali sono localizzati in aree ad elevato rischio sismico. Tutti i comuni secondo l’ultimo aggiornamento delle mappe sismiche sono stati classificati, a diverso grado, a rischio sismico e circa il 50% ha subito quantomeno un incremento di classe sismica, oppure è stato classificato sismico mentre prima non lo era. E’ normale, quindi, chiedersi se le scuole dei nostri figli, gli ospedali, gli edifici pubblici e le nostre case siano sicure“. Secondo Francesco Peduto, presidente dei Geologi della Campania, nella regione ancora oggi non esiste “un dispositivo legislativo che impone il Fascicolo del Fabbricato: tale strumento ci avrebbe permesso di conoscere lo stato di salute degli edifici, perché rappresenta quello che il libretto pediatrico è per un bambino, il posto dove vengono segnati i controlli e i monitoraggi, le malattie e le cure, le ricadute“. Peduto ha anche aggiunto che “nel campo del rischio sismico in Campania scontiamo ritardi pluridecennali. Sarebbe necessario una profonda revisione ed aggiornamento della normativa di settore“.

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