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Papa Francesco a maggio in Terra Santa

Published by
Davide Permunian

Nel clima di gioia, tipico di questo tempo natalizio, desidero annunciare che dal 24 al 26 maggio prossimo, a Dio piacendo, compirò un pellegrinaggio in Terra Santa”. Così Papa Francesco ieri subito dopo la preghiera dell’Angelus. “Scopo principale è commemorare lo storico incontro tra il Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora, che avvenne esattamente il 5 gennaio, come oggi, di 50 anni fa” ha aggiunto.

Si tratta del quinto viaggio apostolico di Bergoglio dall’inizio del suo pontificato dopo le trasferte a Lampedusa, in Brasile, a Cagliari e ad Assisi. “Le tappe -ha proseguito Francesco- saranno tre: Amman, Betlemme e Gerusalemme. Presso il Santo Sepolcro celebreremo un incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane di Gerusalemme, insieme al Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Fin da ora vi chiedo di pregare per questo pellegrinaggio”.

Il viaggio avrà carattere prettamente religioso. A marzo, subito dopo l’elezione di Bergoglio, era stato Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, a invitare il papa in Terra Santa per ricordare l’abbraccio dei predecessori nel gennaio del 1964. Un importante gesto di distensione, a cui seguì la revoca delle rispettive scomuniche.

Francesco, da sempre molto sensibile all’esigenza di tenere vivo il dialogo tra le diverse comunità cristiane, mira a proseguire il cammino di riavvicinamento iniziato allora. Intervistato lo scorso dicembre da La Stampa e Vatican Insider aveva detto: “Per me l’ecumenismo è prioritario. In alcuni paesi ammazzano i cristiani perché portano una croce o hanno una Bibbia, e prima di ammazzarli non gli domandano se sono anglicani, luterani, cattolici o ortodossi. Per coloro che uccidono, siamo cristiani. Uniti nel sangue, anche se tra noi non riusciamo ancora a fare i passi necessari verso l’unità e forse non è ancora arrivato il tempo”.

Intanto si registra la brusca frenata del Vaticano sulle aperture del pontefice ai diritti gay. Secondo padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, ipotizzare che il Papa abbia dato il via a una revisione delle posizioni della Chiesa in materia di omosessualità è “paradossale”, e fa pensare a una “forzatura” o a un palese tentativo di “strumentalizzazione”. Francesco avrebbe semplicemente posto l’accento sulle difficili situazioni che vivono oggi i figli di coppie gay o genitori separati, sottolineando la necessità di non fallire questa cruciale sfida educativa.

Il Papa”, spiega il capo della sala stampa vaticana, “non si era assolutamente espresso su un dibattito che si è riaperto in Italia un mese dopo, e chi ricorda le posizioni da lui manifestate in precedenza in Argentina in occasione di dibattiti analoghi sa bene che erano completamente diverse da quelle che alcuni ora cercano surrettiziamente di attribuirgli”.

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Davide Permunian