Lettori in erba, ma anche quelli più cresciutelli, udite udite: Greg Heffley è tornato. Arriva infatti in libreria il settimo episodio della serie Diario di una schiappa.
Il nuovo episodio di Diario di una schiappa, intitolato Guai in arrivo! (edito come gli altri da Il Castoro), è stato lanciato sul mercato il 3 gennaio scorso con una tiratura record di 250.000 copie e continua, sulla falsariga dei precedenti capitoli, a narrare le vicende di Greg Heffley, la schiappa (wimpy kid in lingua originale) del titolo.
Il successo delle saga di Diario di una schiappa, comprovato dalla realizzazione dei tre, già citati, adattamenti cinematografici (l’ultimo è Vita da cani, del 2012), è dovuto, oltre che allo stile, apprezzabile da grandi e piccini anche per la costante presenza di vignette, all’approccio, garbato e mai banale, di Kinney. Il suo Greg è un ragazzino normalissimo, e il suo essere schiappa deriva dall’assenza di doti straordinarie: il piccolo Heffley non è una cima a scuola, non eccelle negli sport né nell’aspetto fisico e alle volte si mostra anche petulante e invidioso. E proprio per questo Diario di una schiappa piace a tutti: i bambini si immedesimano in Greg, i più grandi vengono conquistati dalla sua simpatia priva di cinismo.
Oltre a tutto questo, Kinney è abile nell’evitare i clichè del genere piccola peste: Diario di una schiappa è una serie semplice e genuina, che non scivola quasi mai nel demenziale (ecco anche perché anche i genitori l’apprezzano), pur non palesando mai un approccio edificante tipico della narrativa adolescenziale.
Nel frattempo, in attesa della trasposizione del quarto capitolo (si attendono novità da Color Force e 20th Century Fox), a novembre scorso è uscito negli USA l’ottavo episodio della saga letteraria, Hard Luck, che arriverà da noi nel 2015.
Il successo di Diario di una schiappa è inoltre l’ennesima conferma che le idee più incisive sono spesso quelle più semplici: nessun effetto speciale e nessun accenno ai vampiri (come ormai va di moda), solo un bambino vivace e imbranato, il cui unico talento è nel mettersi sempre nei guai. Tanto basta, se lo si racconta con garbo e intelligenza.