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Categorie: Economia News

Il mondo dell’editoria colpito da “bulimia editoriale”

Published by
Ludovica Vacri

Il grido è forte e chiaro: l’editoria, tra giornali, libri ed edicole sta inesorabilmente fallendo, le uniche che restano in piedi sono le grandi case, Feltrinelli, Mondadori, etc. che pubblicano ancora bestseller, vecchie glorie di un passato non molto lontano, che cercano di evolversi nel mercato.
Nel nostro mondo sempre più digitalizzato l’editoria italiana cerca di restare al passo, rimanendo però sempre fanalino di coda.

Il futuro, si dice, saranno gli eBook, forma digitale del cartaceo, che grazie ad Amazon e altri e-commerce, fanno in modo di aumentare significativamente le vendite. Basti pensare che alla fine del 2011, all’inizio della loro commercializzazione, Amazon ha aumentato grazie agli eReaders il fatturato del 20%, poi di 7 punti nell’anno successivo fino ad arrivare all’80% delle vendite nel 2013.

Oggi gli ebook per adulti raggiungono i 300 milioni di dollari al fatturato annuo, mentre le prime edizioni cartacee scendono sotto i 230 milioni. I dati più interessanti vengono però dalla vendita di quelli per bambini e letture per Young Adults grazie ai quali il giro di affari in un solo anno è aumentato del 475%.

Mentre le imprese editoriali d’oltreoceano prendono di petto la situazione, la nota rivista New York Times in una delle ultime pubblicazioni ha annunciato che in capo a qualche anno la versione cartacea del giornale cesserà di essere prodotta. L’Europa e in particolare l’Italia appaiono più timidi e restii ad un netto passaggio, forse anche a causa del fatto che il vecchio continente resta fortemente attaccato al valore della carta.
La penetrazione nel mercato dei libri digitali risulta ancora faticosa, anche se lentamente i risultati iniziano a vedersi, il fatturato infatti va aumentando di tre punti all’anno.

Nonostante queste speranzose prospettive, l’editoria resta comunque afflitta da quello che i critici definiscono bulimia editoriale. Gli editori sono vittime del bisogno di immettere sul mercato spropositate quantità di libri a cui però non corrisponde il numero effettivo di lettori. Il risultato è che il sistema “vomita” regolarmente milioni di copie che restano invendute, restando così uno dei settori più danneggiati dalla crisi economica.

Massimo Maugeri, autore e blogger a capo di Letteratitudine, spiega di non crede che “il digitale”, di per sé, possa far crescere la lettura, né naturalmente incrementare il numero dei lettori.
Raggiungere questi obiettivi vuol dire puntare su altri meccanismi come far capire il valore ed il piacere della lettura, specie tra i più giovani, a prescindere dal supporto scelto : carta o ebook reader.
Sono i più giovani che devono essere “guidati” alla lettura sia di opere moderne che dei grandi classici.
Maugeri ammette che i vantaggi del digitale superino gli svantaggi e ad un certo punto ogni editore si vedrà costretto ad adeguarsi, l’importante e non pubblicare “senza limiti“, riducendo in questo modo l’attività di selezione e di ricerca. Chi cederà alla tentazione del guadagno facile più che della qualità, sarà punito dal mercato e il marchio subirà un annacquamento.

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Ludovica Vacri