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Categorie: News

Ginevra 2, oggi l’inizio dei lavori per la conferenza di pace in Siria

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Giulia Papapicco

Dopo tre ore di fermo la delegazione siriana è riuscita a riprendere il viaggio verso Montreux e la tanto attesa conferenza di Ginevra 2. Il Tupolev rimasto fermo nell’aeroporto di Elefterios Venizelos ad Atene ha subito un cambiamento di piani a causa di un problema relativo ad alcuni documenti. Dopo le consultazioni fra i rappresentanti delle Nazioni Unite, le autorità siriane e il ministro degli Esteri Constantinos Koutras si è arrivati alla soluzione: “La questione è stata sistemata, c’è stato un piccolo ritardo per una serie di formalità” ha fatto sapere Koutras.

Un insolito incidente dunque prima della tanto attesa conferenza di Ginevra 2. Ma altri sono i colpi di scena diplomatici, se così li si può definire. Ieri sera una lunga telefonata intercontinentale ha tenuto impegnati i presidenti Barack Obama e Vladimir Putin proprio alla vigilia delle discussioni in merito alla risoluzione della complicata questione della guerra in Siria: di sicuro un buon auspicio visti i precedenti. Una telefonata oltretutto definita “costruttiva” proprio dal Cremlino. Infatti, a condire la faccenda siriana, si è discusso anche riguardo al nucleare iraniano e le relazioni bilaterali.

Poi la questione che ha suscitato varie reazioni contrastanti in seguito alla decisione del Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, di ritirare l’invito alla conferenza di Ginevra 2 a Teheran. Una scelta rischiosa per alcuni, un errore ma non una catastrofe secondo il ministro degli Esteri russo e puntuale la risposta del viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araghcì: “Tutti sanno che senza l’Iran le possibilità di una vera soluzione in Siria non è poi così grande. Una soluzione globale non potrà essere trovata se tutte le controparti influenti non saranno coinvolte nel processo“.

Tutto dunque è pronto al Palace di Montreux dove si riuniranno delegazioni di ben 30 Paesi per riaprire ciò che si era chiuso nel 2012 sempre a Ginevra. Ed è proprio nella città svizzera che venerdì si sposteranno i riflettori: ribelli siriani e seguaci sostenitori del regime di Assad a confronto.

Le discussioni riguarderanno più fronti: innanzitutto la sorte di Bashar Assad, la transizione fra la situazione odierna e quella che verrà decisa, quindi le modalità del cessate il fuoco e lo scambio dei prigionieri. Tutto questo mentre le armi chimiche siriane sono in viaggio verso l’Italia.
Va detto che il portavoce dell’Onu, Martin Nesirky, è stato molto chiaro: “Il comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012 rimane la base su cui la comunità internazionale discuterà alla conferenza di Montreaux per porre fine alla crisi“. Ora si aspetta solo l’inizio della fine di una situazione logorante e che necessita al più presto di una risoluzione.

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Giulia Papapicco