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Categorie: Calcio News Sport

Visto dal campo: la moviola dagli occhi dell’arbitro

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Andrea Parisotto

La 21.a giornata di Serie A è stata caratterizzata da numerosi rigori, ben otto, e tantissimi episodi che hanno suscitato più di una protesta. Analizziamo per voi i casi più discussi nel nostro consueto appuntamento con la moviola.

LAZIO-JUVENTUS
L’arbitro Massa al minuto 25′ concede un penalty ai padroni di casa per un fallo di Buffon su Klose. Nessun dubbio sul sacrosanto calcio di rigore ma qualche polemica per il rosso al portiere bianconero.
L’espulsione, però, è giusta in quanto il fallo commesso da Buffon viola la norma della “condotta gravemente sleale“. Non conta infatti la tanto discussa “posizione da ultimo uomo” in quanto ogni fallo sul fondo rientrerebbe in questa categoria, conta piuttosto il fatto che il numero uno bianconero stoppi una “chiara occasione da rete” i cui elementi principali sono:
il possesso del pallone
la posizione geografica al momento del fallo
E’ sotto gli occhi di tutti che Klose, quando viene atterrato, è sia in possesso della palla, che in una posizione favorevole per concludere in porta, da qui il giusto cartellino rosso. Molto bene l’arbitro Massa, promosso a pieni voti nonostante la giovane età.

LIVORNO-SASSUOLO
Episodio simile al sopra citato. Giusto il rigore per il fallo di Bardi su Sansone ma corretta anche la valutazione del signor Domenico Celi che si limita a punire l’estremo difensore amaranto con un’ammonizione. L’attaccante nero-verde infatti, a differenza di Klose, cerca il contatto e porta il pallone verso l’esterno, non verso la porta, facendo venir meno così il “requisito della posizione geografica“.

TORINO-ATALANTA
L’episodio più contestato della giornata avviene al minuto 59 quando, sul punteggio di 0-0, su uno spiovente il portiere atalantino Consigli, in uscita, anticipa Alessio Cerci smanacciando via il pallone. Non è di questo parere Tagliavento che decreta il calcio di rigore per i padroni di casa e punisce il portiere con un provvedimento disciplinare d’ammonizione. La decisione in questo caso è sicuramente errata in quanto Consigli, guardando il pallone, si disinteressa dell’attaccante granata, peraltro anticipandolo in maniera netta.
Tagliavento in questo caso avrebbe dovuto dare una punizione a favore dell’Atalanta ma presumibilmente interpreta, erroneamente, il contatto come “vigoria sproporzionata” da parte del portiere bergamasco.

HELLAS VERONA-ROMA
La vittoria per 1-3 dei giallorossi è accompagnata da non poche polemiche a causa di un rigore concesso dall’arbitro Mazzoleni che di fatto, essendo trasformato da Francesco Totti, chiude la partita a favore della Roma.
Al minuto 81 Torosidis entra in area di rigore ma la percussione viene stoppata dal difensore scaligero Gonzales che, dopo aver toccato il pallone, colpisce la gamba del terzino greco.
Il regolamento su questo è chiaro: se “dopo aver toccato il pallone, questo resta comunque nella disponibilità dell’attaccante e, per effetto dell’intervento, lo stesso subisce un fallo, il fallo è da sanzionare comunque“. Gonzalez prende in effetti prima il pallone ma questo resta in effetti comunque nella disponibilità di Torosidis. Quello che non convince è come cade il greco, in maniera innaturale rispetto al contatto. Comunque per quanto detto sopra si può, a termini di regolamento, assegnare il tiro dal dischetto che però appare molto generoso.

FIORENTINA-GENOA
Partita piena zeppa di episodi e soprattutto errori. Dubbi sul rigore assegnato ai rossoblù ma in questo caso preferiamo concentrarci sui due contestatissimi fuorigiochi. Nel primo tempo infatti Antonini segna il momentaneo 1-2 in una posizione di leggerissimo, quasi impercettibile fuorigioco. L’assistente La Rocca in questo caso si limita ad applicare la direttiva che afferma come in caso di dubbio (in questo caso parliamo di pochissimi centimetri) la bandierina debba esser lasciata giù.
Quello che contrasta però con questa prima valutazione è il goal annullato, sempre dallo stesso assistente, ad Aquilani. La posizione del centrocampista viola è regolare o quantomeno dubbia ma in questo caso La Rocca, sbagliando, alza la bandierina.
Ricordiamo che alla posizione irregolare contribuiscono tutte le parti del corpo idonee al gioco del pallone stesso. La mano o il braccio non concorrono quindi a decretare la posizione di fuorigioco.

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Andrea Parisotto