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Categorie: Economia News

Colloqui telefonici: le competenze filtrate dal filo del telefono

Published by
Lorenza Celentano

È l’ennesimo esame inaspettato per mettere piede nel mondo del lavoro, è l’ennesima valutazione per stabilire le nostre competenze per accedere allo stap successivo, ma non è il colloquio faccia a faccia. Quella che gli inglesi definiscono Job Interview è, per definizione, un incontro con un incaricato del settore per mostrargli se abbiamo tutte le carte in regola per essere quello di cui l’azienda di turno avrebbe bisogno.
Però da oggi le regole del gioco sono cambiate e gli incontri di lavoro sono diventati più frequentemente virtuali.

Modalità, quella di intervistare i papabili candidati via telefono, diffusa da alcuni anni negli USA e che sempre di più sta prendendo il sopravvento anche in Europa. La motivazione? Forse per tagliare i costi delle risorse umane che impiegavano troppo tempo nello screening delle persone, forse per fare un’ulteriore selezione dei possibili profili utili per non portare anche quelli non interessanti al colloquio vis a vis.

Secondo alcuni specialisti del settore, proprio per questo il colloquio telefonico rende il processo di avvicinamento al mondo del lavoro più efficace ed efficiente ma, probabilmente, anche più freddo ed impersonale. Ebbene sì, perchè la mancanza del contatto fisico e visivo può diventare un’arma a doppio taglio. In assenza del contatto visivo, infatti, tutta l’attenzione è puntata sulla voce, sulla chiarezza delle risposte e sulla lucidità dei ragionamenti.

Forse i timidi e quelli più insicuri del proprio “appeal” ne trarranno qualche beneficio non dovendo guardare negli occhi il loro interlocutore ma potrebbero anche non essere in grado di mantenere, in due minuti telefonici, l’atteggiamento necessario per fare colpo su colui (o colei) che lo ascolta all’altro capo del telefono.
Esiste qualche pillola di saggezza, qualche consiglio per affrontare al meglio questi colloqui telefonici?

Sicuramente potrà aiutare a sentirsi meno impreparati cercare quante più informazioni possibili sull’interlocutore con cui si sosterrà il colloquio perchè, come diceva, Machiavelli, è utile conoscere il proprio “nemico”.

Informarsi sul profilo dell’azienda per cercare di comprendere qual è esattamente la figura che stanno cercando. Compito, quest’ultimo, che al giorno d’oggi risulta più facile che mai poiché tutti i dati e le informazioni sono quasi sempre disponibili sui vari profili social. Potrebbe essere d’aiuto per scaricare la tensione ed essere più lucidi, durante la fatidica telefonata, alzarsi in piedi respirare profondamente e magari perché no, fare qualche passo avanti ed indietro. Quello che è importante, essendo telefonate improvvise, è non farsi prendere dal panico, ascoltare con attenzione tutte le domande e pensare bene, ma in tempi brevi, alla risposta da dare perchè spesso l’emotività può giocare brutti scherzi e influenzare la vostra performance.

È chiaro che questo genere di colloqui è adatto solo ed esclusivamente ad un certo target di lavori e di profili o comunque è chiaro che si può considerare un passo previo per un ulteriore e futuro incontro faccia a faccia.
Ciò che però è importante e che si evince da questi nuovi scenari di colloqui virtuali è che, quello che più conta oggi giorno, è conoscere “l’avversario”, informarsi sui dati dell’azienda, sulla storia, sui numeri, e sulle persone che vi lavorano. Conoscere chi abbiamo di fronte ci renderà più sicuri, meno soggetti a momenti di panico e a vuoti di memoria durante le risposta a domande fatte dal nostro ipotetico esaminatore e probabilmente, ci darà quella marcia in più per fare buona impressione e passare alla fase successiva.

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Lorenza Celentano