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Categorie: News Sport

Torneo Atp di Dubai: la stella di Roger Federer illumina le notti d’oriente

Published by
Mario Paoletti

Spettacolo doveva essere e spettacolo è stato. L’Atp 500 di Dubai, seppur privo del numero uno al mondo Rafael Nadal, rimasto in Sud America per preparare i prossimi tornei sul cemento statunitense, non poteva chiedere una semifinale migliore di quella che hanno offerto oggi Novak Djokovic e Roger Federer: una partita fantastica, con colpi che sfidavano la realtà. Il terreno ideale per re Roger, che per un giorno rimette il vestito migliore regalando emozioni a non finire agli sceicchi accorsi per assistere al match.

La partita

La trentaduesima sfida tra i due giganti del tennis vede partire con i favori del pronostico, vuoi per il trend degli ultimi anni vuoi per l’età che, ahi noi, avanza per lo svizzero, il numero 2 del mondo. I primi game dell’incontro sembrano dare seguito a quanto immaginato alla vigilia, con Djokovic che toglie subito il servizio a Federer e vola sul 3 a 0. Lo svizzero si procura alcune occasioni per ricucire, senza successo, lo strappo. Uno spettacolare scambio vinto da Federer nel nono game, con lo svizzero che beffa il serbo con un lob in scivolata seguito da una volèe di puro polso, non impediscono al serbo di chiudere il primo parziale per 6 a 3.

La svolta nel secondo set

Il secondo set parte sulla falsa riga del primo, con Federer poco incisivo al servizio e costretto a fronteggiare una palla break. Ma un sesto gioco infinito segna la svolta del match. Un game infinito, interrotto dalla pioggia (evento unico nel deserto arabo) con il serbo sotto 0 a 30. Pochi minuti di sospensione, Federer organizza il suo piano d’attacco e cambia marcia. Ottiene il break, chiude il secondo set per 6 a 3 e comincia a mostrare un tennis divino.

Il terzo set è uno show del recordman di slam vinti. Palle tagliate, rovesci incisivi e profondi, uan prima di servizio costante ed efficace e la solita innata eleganza: queste le armi che hanno stroncato la resistenza di Djokovic, costretto a cedere per due volte il servizio prima di soccomobere per 6 giochi a 2.

Ora ad attendere Federer c’è il ceco Thomas Berdych, che ha eliminato senza rischi nell’altra semifinale il tedesco Kohlschreiber e che l’anno scorso battè proprio a Dubai lo svizzero nell’ultimo precedente. Ma questa volta la musica sarà diversa: la stella di re Roger è tornata a brillare nel firmamento del tennis illuminando le caldi notti arabe, il suo tappeto magico è pronto a spiccare il volo per l’ennesimma volta di una carriera infinita.

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Mario Paoletti