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Categorie: Economia

L’Italia non è più un paese di statali

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Redazione

Cambiano i tempi ed inevitabilmente la cosa si ripercuote anche sul mondo del lavoro, cambiando equilibri che un tempo si davano per scontati. Ne è un esempio la situazione lavorativa degli impiegati statali italiani che, secondo un’indagine condotta dal Forum P.A. è in netto calo rispetto al passato.

L’indagine mostra infatti come gli impiegati pubblici siano ad oggi 3.257.014, un numero che se confrontato con gli altri paesi europei lascia intravedere una similitudine con gli altri tre stati principali. Mentre in Italia si contano 5,5 impiegati pubblici ogni 100 residenti, in Germania si arriva a 5,7 e nel Regno Unito a 7,9.

Numeri che mostrano come l’Italia non sia più un paesi di impiegati statali. E la situazione si fa più critica se si pensa che attualmente la metà dei lavoratori ha circa 50 anni. Un dato che porta ad immaginare un futuro non lontano in cui l’età media dei lavoratori pubblici sarà di circa 53 anni. Si è così ipotizzato pensando al 2020 anno in cui, tra le altre cose, un terzo dei dipendenti avrà ormai più di 60 anni e sarà in procinto di uscire dal mercato del lavoro.

Gianni Dominici, il direttore generale del Forum PA, si è espresso a riguardo dicendo che: “lo studio fotografa una P.A. che già adesso non è più sostenibile. Solo il 27,7% dei dipendenti pubblici ha meno di 45 anni, mentre l’età media dei lavoratori è di 50 anni e cresce con una media di sei mesi ogni anno. Andando avanti con questa tendenza nel 2020 l’età media sarà salita a 53 anni con ben 232mila persone che avranno tra i 65 e i 67 anni e oltre 603mila tra i 60 e i 64 anni”.

Fonti: Immagine presa da gds.it

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