Cose+da+non+fare+se+vuoi+riprenderti+da+un+disturbo+alimentare
blogliveit
/2018/06/29/cose-da-non-fare-se-vuoi-riprenderti-da-un-disturbo-alimentare/amp/
Categorie: News Salute

Cose da non fare se vuoi riprenderti da un disturbo alimentare

Published by
Redazione

Recuperare da un disturbo alimentare è sempre una grossa sfida. Solitamente, i terapeuti dicono tutto su ciò che si può fare, ma a volte no su ciò che si dovrebbe non fare. Di seguito, alcune cose che potrebbero ostacolare il completo recupero da un disturbo alimentare.

L’autocritica spesso va di pare passo con i sintomi del disturbo alimentare; non è utile e non aiuta a creare le giuste motivazioni per recuperare. Invece, essere eccessivamente critici nei confronti di se stessi crea vergogna e complessi, esacerbando una situazione già difficile. Positività e esercizi di affermazione riescono a combattere i pensieri autocritici.

Molte volte sono stati associati i disturbi alimentari al difficile rapporto coi genitori; invece, le ultime ricerche hanno scoperto che i disturbi hanno cause molto più complesse che possono includere fattori sociali e genetici. Prendersela esclusivamente con la propria famiglia solo perché non ha dimostrato sostegno è sbagliato, in quanto i genitori spesso non sanno come essere d’aiuto. Creare tensione all’interno del proprio nucleo familiare non farà altro che peggiorare la situazione. Molti psicologi consigliano di stabilire contatti più fruttiferi con la propria famiglia, tramite apposite sessioni.

Recuperare senza il supporto di nessuno è praticamente impossibile. Molti pazienti con disturbi alimentari hanno maggiori probabilità di recuperare con un team di trattamento specializzato. Forza di volontà, libri di auto-aiuto e lavoro indipendente non possono sostituire la guida professionale di terapeuta, dietista e medico. Questi professionisti hanno anni di esperienza e formazione per aiutare il paziente sulla strada del pieno recupero.

Prendersi cura degli altri prima di sé stessi è un atteggiamento onorevole. Però, nel momento dell’aiuto, le tristi storie di queste persone possono scatenare e/o svuotare emotivamente. Assicurarsi quindi di prendersi cura di se stessi, diventando consapevoli di quanto si può veramente dare agli altri. Di conseguenza, impostare i limiti appropriati.

Il trattamento e il recupero da un disturbo alimentare possono essere costosi e lunghi, ma la spesa vale ogni centesimo. Evitare il pensiero che l’impegno finanziario costoso per il trattamento sia eccessivo. Se il denaro è un problema, ci sono spesso modi per ottenere un trattamento meno costoso.

I disturbi alimentari sono malattie gravi e a volte anche mortali. Tuttavia, sono curabili e il recupero completo è possibile. Perdere la speranza è come una profezia che si auto-avvera. Quindi, lavorare per rimanere positivo e discuterne con il terapeuta ogni volta che si inizia a perdere la speranza.

Chiedere aiuto e supporto al terapeuta è importante, ma anche quello che può offrire la propria famiglia o gli amici è fondamentale. Ma non una sola volta: deve essere un processo quotidiano.

Published by
Redazione