Coronavirus%2C+il+calcio+piange+la+sua+prima+vittima%3A+si+tratta+di+un+calciatore+boliviano
blogliveit
/2020/05/29/coronavirus-calcio-prima-vittima-boliviano/amp/
Sport

Coronavirus, il calcio piange la sua prima vittima: si tratta di un calciatore boliviano

Published by
Simone Tortoriello

Coronavirus, prima vittima nel mondo del calcio: si tratta di Roman Guzman, calciatore boliviano di 27 anni. Studiava ancora all’università

Continuano ad aumentare a dismisura le vittime della pandemia da coronavirus. Questa volta ad essere colpito è il mondo del calcio, che in Bolivia ha causato il primo morto da Covid 19. Si tratta di Raikar “Frans” Roman Guzman, attaccante del Club Universitario del Beni ed ex della Nazionale giovanile. Il 27enne boliviano è stato il primo calciatore in attività morto a causa del coronavirus. Ricoverato già da diverse settimane, purtroppo non è riuscito a salvarsi. Oltre a giocare a calcio, studiava all’università, ed era al quarto anno di veterinaria. Continua la maledizione della città di Trinidad, che nell’ultimo periodo ha avuto altri lutti interni. Oltre al giovane calciatore infatti, sono morti anche l’ex presidente Belizario Román Monasterio, padre di Frans, scomparso lo scorso 23 maggio, e lo zio. Quest’ultimo, Luis Carmelo Roman, era l’allenatore del Deportivo Perequeji, ed è stato il primo a  morire, lo scorso 9 maggio.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE – Covid19, scimmie rubano cavie in India: paura per nuova ondata – VIDEO

Morte Raikar Guzman, Federcalcio Bolivia: “Gli ospedali non sono efficienti”

Foto di un test per il coronavirus (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

Dopo la morte del calciatore Raikar Roman Guzman, è stato l’ex presidente della Federcalcio della Bolivia, Pedro Zambrano, a lanciare l’allarme. Pedro ha raccontato che già al momento del ricovero il calciatore non era più in grado di camminare sulle proprie gambe. Poi il duro attacco agli ospedali boliviani: “A Trinidad il coronavirus è debordato. Non ci sono cure uniformi, gli ospedali non sono efficienti, non ci sono rifornimenti, non c’è ossigeno e la gente si automedica, Questo sta generando molti problemi”. I dati infatti sono molto preoccupanti, e l’ultimo report parla di 7.800 contagi con 280 vittime.

 

Published by
Simone Tortoriello