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Cronaca

Donna ebrea trova una sorpresa sull’auto: la frase lascia senza parole

Published by
Giancarlo Spinazzola

Una donna ebrea trova una spiacevole sorpresa sul cofano della sua auto: la frase provoca ribrezzo ed indignazione. Intervengono le forze dell’ordine

Una gazzella dei Carabinieri (Getty Images)

La storia calpestata in un gesto, 25 anni di pagine buie di Germania ed Italia ma del mondo intero cancellate da un mano decisamente improvvida, stupida in un gesto decisamente censurabile. Poco meno di un mese fa, il 27 gennaio, si è celebrato il giorno della memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Ed a meno di un mese da quella data, l’ennesimo caso di stampo neofascista (o, se preferite, neonazista) nel nostro Paese. “Forza Hitler“, un messaggio deplorevole apparso sul cofano dell’auto di una insegnante nel milanese, a Rosato, peraltro il comune in cui Liliana Segre è cittadina onoraria.

La donna presa di mira lavora alle elementari e la sua famiglia è di origine ebrea. Il gesto è stato realizzato solo nei confronti della sua vettura; un messaggio scritto a mano con un pennarello indelebile. Una situazione davvero spiacevole accaduta sabato scorso ma emersa solo oggi. Ed il sindaco della cittadina ha subito espresso la sua solidarietà alla donna.

Donna ebrea trova frase sull’auto: la risposta

Il campo di concentramento di Auschwitz (Getty Images)

E’ chiaramente scattata la denuncia da parte della donna che avrebbe commentato con un eloquente “Gli direi di studiare la storia se dovessi incontrarlo“. Una risposta carica di significato, da parte della donna che ha fatto leva sull’ignoranza del ragazzo, autore di quel gesto.

D’altronde l’Olocausto ha provocato ben sei milioni di ebrei morti nei campi di concentramento nazisti, anche se uno studio del Museo dell’Olocausto di Washington rivela come il numero sia decisamente più altro, addirittura circa 15-20 milioni.

Un pezzo di storia di cui l’Italia continua a provare ribrezzo; proprio recentemente sono arrivate anche le scuse di Emanuele Filiberto a nome del nonno, all’epoca re d’Italia che avallò la “politica” fascista di Benito Mussolini, diventato ben presto dittatore.

Il campo di concentramento di Auschwitz (Getty Images)

Peraltro la Costituzione italianavieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista” nella XII disposizione transitoria.

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Giancarlo Spinazzola