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Covid come il Parkinson? Ecco cosa rischia il cervello di chi l’ha avuto

Published by
Mary Ingrosso

Gli ultimi studi scientifici dimostrano che il virus del Covid scatena lo stesso particolare comportamento di alcune altre importanti malattie neurodegenerative: ecco cosa rischia il cervello di chi lo ha avuto.

Sono passati ormai quasi due anni dall’inizio della pandemia che ha colpito il mondo intero portando conseguenze devastanti. Moltissime persone hanno perso la vita a causa del temibile virus da Covid-19, mentre i più fortunati hanno sopportato la malattia da asintomatici. C’è anche chi, invece, risente dei sintomi caratteristici del Covid anche dopo molto tempo dall’infezione nonostante risulti negativo.

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Si è parlato, dunque, di “long Covid“, una sindrome clinica caratterizzata dal protrarsi degli effetti di contagio da SARS-CoV-2, come quelli che interessano le vie aeree, tra cui tosse, perdita di olfatto e gusto. Molti dei pazienti colpiti da questa patologia, però, riportano principalmente dei veri e propri sintomi neurologici.

Questo fattore ha allertato i ricercatori che, in un recente studio pubblicato su Molecular Psychiatry, hanno portato alla luce una correlazione tra Covid ed alcune malattie neurodegenerative. Il virus, dunque, anche se contratto in forma lieve, può avere un impatto molto forte sul cervello. Questo è dovuto al fatto che il SARS-CoV-2 sarebbe in grado di scatenare una serie di reazioni infiammatorie molto simili a quelle di alcune malattie come Parkinson e Alzheimer. Ma vediamo nel dettaglio cosa è stato dimostrato.

Il vero fattore di rischio sul cervello: cosa provoca il virus da Covid

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Gli studiosi dell’Università di Queensland in Australia hanno dimostrato che il virus del Covid ha degli evidenti effetti sulla microglia, il complesso di cellule immunitarie del cervello coinvolte nelle progressioni delle malattie neurodegenerative e delle demenze. Una volta che queste cellule sono state infettate dal SARS-CoV-2 hanno dato vita a inflammasomi, responsabili dell’insorgere di reazioni infiammatorie e, all’ultimo stadio, di morte. Questa notizia poco incoraggiante, dunque, ha dato modo di analizzare il collegamento tra il virus e la microglia, con conseguenze piuttosto preoccupanti.

“Se qualcuno è già predisposto al Parkinson, avere il covid potrebbe essere come gettare più benzina sul fuoco nel cervello. Lo stesso potrebbe valere per chi è predisposto all’Alzheimer e ad altre demenze collegate agli inflammasomi”, ha spiegato l’autore dello studio, ponendo così l’attenzione sulla criticità della situazione. Questo vuol dire che chi presenta già una predisposizione naturale allo sviluppo di questo tipo di malattie neurodegenerative potrebbe andare incontro a serie conseguenze dopo il contagio da Covid.

Naturalmente c’è da considerare che, per il momento, i test sono stati effettuati su cellule riprodotte in laboratorio, e dunque non su esseri umani. Tuttavia, se gli effetti del Covid sul cervello dovessero essere confermati, una notizia incoraggiante c’è. Alcuni farmaci inibitori dell’infiammo attualmente in fase di test di laboratorio, saranno in grado di contrastare questo problema nel prossimo futuro.

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Mary Ingrosso