Hai superato i 75 anni e ogni bolletta ti sembra una busta sospesa? Qui trovi, senza giri di parole, come azzerare il canone RAI e alleggerire bollette e tasse sulla casa nel 2026, evitando multe e sorprese: regole chiare, passi semplici, zero rischi inutili.
Succede spesso così: arriva la bolletta della luce, dentro spunta anche il canone tv e nasce il dubbio. “Ma io non dovevo essere esente?”. Una pausa, un sospiro, poi l’idea di rimandare. E invece è proprio il momento giusto per mettere ordine. Con le norme oggi in vigore (e salvo aggiornamenti nel 2026), c’è un percorso pratico per chi ha più di 75 anni. Non serve essere nullatenenti. Serve sapere dove guardare, cosa firmare e quando inviare i moduli.
Cominciamo da un’immagine concreta. Maria, 77 anni, pensione minima, vive col marito. Entrambi hanno solo la casa di residenza. Niente figli conviventi che lavorano. Lei ha smesso di pagare il canone RAI e ha bollette luce e gas con sconto automatico. Nessuna magia. Solo requisiti rispettati e due pratiche fatte bene.
Il diritto all’esenzione canone RAI over 75 scatta se hai compiuto 75 anni entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, il tuo reddito complessivo, sommato a quello del coniuge, non supera 8.000 euro annui (soglia oggi vigente; verifica eventuali aggiornamenti) e non convivi con altre persone che abbiano un proprio reddito, oltre al coniuge. Sono esclusi collaboratori o badanti.
Come si ottiene: compili e invii la “dichiarazione sostitutiva per esenzione canone TV over 75” all’Agenzia delle Entrate. Se la presenti entro il 30 aprile, l’esenzione vale per tutto l’anno; entro il 31 ottobre, vale per il secondo semestre. Se il canone ti è stato addebitato in bolletta per errore, chiedi il rimborso con l’apposito modulo. Indicazioni e modelli sono sul sito dell’Agenzia delle Entrate e sul portale del canone tv.
Nota utile: la regola non usa l’ISEE, ma il reddito. Le soglie possono cambiare con la legge di bilancio: prima di inviare la dichiarazione nel 2026, controlla eventuali novità ufficiali. Se le condizioni restano invariate, non ti verrà richiesto di “rinnovare” ogni anno; in caso di dubbi, verifica le ultime istruzioni dell’Agenzia.
Per le bollette di luce e gas esistono i bonus sociali. Sono sconti automatici gestiti da ARERA e INPS: basta presentare la DSU e ottenere l’ISEE in corso di validità. Con ISEE sotto le soglie nazionali (che possono variare di anno in anno) lo sconto si applica in bolletta senza domande aggiuntive. Se usi apparecchiature elettromedicali salvavita a casa, esiste un bonus dedicato: serve il certificato dell’ASL.
Per l’acqua c’è il bonus idrico: si richiede tramite il gestore locale o lo sportello del servizio idrico, spesso con ISEE basso e modulistica semplice. Sulle tasse sulla casa: la prima abitazione (non di lusso) è esente da IMU per tutti; per la TARI molti Comuni prevedono agevolazioni per over 65/75 o per ISEE contenuto. Ogni Comune ha il suo regolamento: chiama l’ufficio tributi o consulta il sito. Di solito la riduzione si chiede entro scadenze fissate e vale dall’anno in corso.
Come evitare multe e disguidi: fai la DSU a inizio anno: senza ISEE, niente bonus in bolletta. Se hai più utenze elettriche a tuo nome, indica quella su cui addebitare (o non addebitare) il canone con la dichiarazione sostitutiva corretta, così eviti doppi addebiti. Non spuntare “nessuna detenzione tv” se la televisione c’è: le false dichiarazioni sono sanzionabili. Per TARI, comunica al Comune variazioni di residenza o occupazione entro i termini.
Un altro esempio rapido. Carlo, 76 anni, vive con la figlia che lavora: niente esenzione canone RAI per lui, perché c’è un convivente con reddito. Ma con ISEE basso ottiene comunque i bonus sulle bollette e una riduzione TARI nel suo Comune. Non è “tutto gratis”, ma la differenza a fine mese si sente.
Alla fine, la vera svolta è togliere la paura dal cassetto della posta. Un modulo spedito, una telefonata all’ufficio tributi, un ISEE aggiornato. E quella busta, la prossima volta, potrebbe pesare meno. Tu da dove vuoi cominciare: dal canone o da quella bolletta che aspetta sul tavolo?