Apple e Foxconn, c’è l’accordo

Stanno facendo discutere moltissimo le questioni relative alle condizioni di lavoro degli operai cinesi nelle fabbriche che producono parti di iDevice. La discussione è molto importante, soprattutto perché sta portando alla ribalta la problematica di tutti gli operai cinesi che si trovano in condizioni simili. Un po’ tutto il mondo, d’altronde, ne era a conoscenza, ma girava il volto dall’altra parte.

Dopo il viaggio in Cina del nuovo iCEO Tim Cook, le cose potrebbero volgere finalmente per il meglio per tutti questi dipendenti. Infatti la visita a Zhengzhou, presso la fabbrica dell’azienda taiwanese Foxconn, ha permesso al numero uno di Apple, di trovare un accordo che potremmo definire storico. L’azienda che produce componenti elettroniche per iPad e iPhone, e che nei mesi passati era salita alla ribalta per i numerosi suicidi dei propri operai, ha accettato la proposta che riguarda oltre un milione di operai. 

L’accordo prevede, infatti, che i dipendenti non lavorino più di 49 ore alla settimana compresi gli straordinari e nonostante periodi particolarmente “pieni” di lavoro. Si tratta, comunque, di un numero di ore che può sembrare eccessivo, ma rispetto alle 60 ore previste attualmente, è un vero punto di svolta.  La cosa più importante è che nonostante il numero inferiore di ore, i dipendenti non avranno detrazioni salariali. A fronte della necessità di “tappare” i buchi per le ore in meno, la Foxconn ha anche accettato di assumere diverse migliaia di dipendenti, per non ritardare la produzione.

La speranza a questo punto è che la Foxconn mantenga fede agli impegni previsti, e che le condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone sono migliorate grazie a Tim Cook.

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