Rcs, Rotelli primo azionista. Terremoto dopo addio al patto di Della Valle

Giuseppe Rotelli è diventato primo azionista del gruppo editoriale Rcs, che tra le sue perle vanta il Corriere della Sera. L’imprenditore, che è attivo nella sanità lombarda e presente nell’azionariato stabile della società dal 2006, ha ufficializzato l’accordo con i costruttori romani Toti, della Lamaro Costruzioni, con il quale ha acquisito un pacchetto ulteriori di 38,4 milioni di titoli, al prezzo cadauno di 1,398 euro e per un esborso complessivo di 53,7 milioni, pari a un pacchetto del 5,2428% e arrivando complessivamente al 16,55%, davanti al 13,7% di Mediobanca e al 10,3% di Fiat.

Tecnicamente, le azioni resteranno in mano ai Toti, attraverso Partecipazioni editoriali srl, fino alla prossima assemblea del 2 maggio, ma in forza di un patto parasociale appena siglato, i romani si impegnano a votare secondo le indicazioni di Rotelli.

A conti fatti, le azioni sono state acquisite a un prezzo di gran lunga superiore a quello di mercato, visto che all’ultima chiusura di seduta a Piazza Affari, il titolo Rcs quotava 0,759 euro. Pertanto, ai Toti è stato riconosciuto un premio dell’84,2%. Ed è stato proprio questo sovrapprezzo a determinare la cessione, visto che nelle stesse ore si era mosso l’imprenditore Diego Della Valle, già socio al 5,2%, che avrebbe voluto mettere mano sulla quota dei Toti, ma ha dovuto fare i conti con un’offerta superiore del big della sanità lombarda. E’ noto, infatti, che questa stessa settimana il patron di Tod’s si è ritirato dal patto di sindacato, che lega azionisti di peso per un complessivo 58% delle azioni. L’addio di Della Valle è in polemica con la decisione di Fiat e Mediobanca di ridurre da 21 a 12 i consiglieri di amministrazione, separando l’azionariato e la gestione societaria e al contempo non prevedendo l’ingresso in cda degli azionisti, ma la nomina di 6 indipendenti.

Alla minoranza è concesso un posto in cda, per cui Della Valle avrebbe voluto conquistarlo, per mettere in atto quella sorta di battaglia annunciata contro i soci del patto.

Ma a questo punto, l’ha spuntata Giuseppe Rotelli. 67 anni, originario di Pavia, Rotelli proviene da una famiglia di imprenditori ed è a capo dell’ospedale San Donato, che vanta 4 mila posti letto in 18 strutture diverse, di cui 17 si trovano in Lombardia. Mentre all’inizio di quest’anno si è distinto per avere salvato con 405 milioni il San Raffaele, a rischio crac.

Era già entrato tra gli azionisti stabili di Rcs con il 5% delle azioni con diritto di voto nel 2006, arrivando arrivando a detenere poi oltre l’11%, con una partecipazione diretta del 7,87% e un’opzione per il restante 3,5%.

L’acquisto di ieri è stato un vero salto di qualità per l’imprenditore, che potrebbe determinare la fine del potere assoluto del patto di sindacato. Certo, impossibile al momento che i soci del patto vadano in minoranza al cda, visto che detengono la maggioranza assoluta delle azioni. Tuttavia, potrebbe diventare profetica nel tempo l’affermazione di Della Valle, per cui al prossimo giro molti del patto non ci staranno più.

Ma la decisione di salire in Rcs potrebbe anche avere a che fare fino a un certo punto con la volontà di Rotelli di trovare un compromesso tra un prezzo di carico di 217 milioni iscritti a bilancio, svalutati già per 125 milioni, e la volontà di salire di peso tra gli azionisti.

C’è chi fa anche notare come mettere le mani sul quotidiano più prestigioso d’Italia sia un buon viatico per assicurarsi una prosecuzione più serena della propria attività imprenditoriale, visto che proprio il Corriere ha iniziato a pubblicare alcune intercettazioni imbarazzanti sulla precedente gestione del San Raffaele e che riguardano anche Don Verzè.

Rispetto agli equilibri politico-finanziari, pare che il rafforzamento di Rotelli debba essere all’insegna dello spirito bipartisan. Lo si intuisce anche dalle nomine della sua lista di candidati per il cda, dove campaiono il dalemiano Carlo Cerami, di Italianieuropei e Alberto Mingardi, dell’istituto liberale Bruno Leoni.

Il terremoto azionario post-addio di Della Valle non dovrebbe comportare la cacciata del direttore Ferruccio De Bortoli, che dovrebbe così rimanere al suo posto fino alla scadenza naturale del 2014. Questo, nonostante per la prima volta nella sua lunga storia, Via Solferino abbia perso il primato di quotidiano più venduto in Italia, superato da Repubblica.

Nei giorni scorsi, proprio Mediobanca aveva mutato al rialzo il giudizio sul titolo da “neutral” ad “outperform”, sulla base della considerazione che l’abbandono del patto da parte di Diego Della Valle avrebbe vivacizzato il contesto azionario. In effetti, più di un analista vi ha scorto la possibilità che il titolo possa essere trascinato al rialzo, per via di una battaglia tra soci, alla conquista del flottante restante libero e che ammonta, dopo la salita di Rotelli, a solo il 12%.

Al contrario, una seconda corrente di pensiero tra gli analisti ritiene che Rcs possa adesso essere esposta al rischio di “overhang”, ossia di un pacchetto azionario in procinto di essere venduto, cosa che possiamo ora smentire, sulla base della notizia per cui Della Valle avrebbe cercato di salire in percentuale e potrebbe tentare di farlo anche successivamente.

 

 

 

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