Dopo le dimissioni di Bossi padre e figlio, si estende a Calderoli il fronte contro Rosy Mauro

La notizia politica della mattinata è stata senza dubbio quella delle dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale della Lombardia, annunciate solennemente ai microfoni di Tgcom24: “In consiglio regionale negli ultimi mesi ci sono state diverse vicende giudiziarie che hanno portato a indagare più di una persona, io non lo sono ma credo sia giusto e opportuno in questo momento per il mio movimento, fare un passo indietro, senza che nessuno me l’abbia chiesto“. Mentre quindi “Il Trota” si è detto fiducioso che la magistratura farà chiarezza su tutta la vicenda, la sua decisione è stata apparentemente benedetta dallo stesso Umberto Bossi, che alla stampa ha commentato immediatamente “Ha fatto bene” ed ha rivelato poi che il figlio ormai già da un paio di mesi gli avrebbe spesso detto di “essere stufo” del suo ruolo di consigliere.

Una decisione che arriva nelle stesse ore in cui tengono banco gli ultimi sviluppi dell’inchiesta che ha sconquassato la Lega Nord, con l’ex autista e bodyguard di Bossi Jr che getta benzina sul fuoco mostrando un video che proverebbe il suo ruolo di “bancomat” umano per il figlio del Senatur. Alessandro Marmello rivela in una intervista al settimanale “Oggi” (in edicola domani) di aver fatto da intermediario per il passaggio di una gran quantità di soldi dalle casse leghiste alle tasche di Renzo: “Non ce la faccio più, non voglio continuare a passargli soldi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità”.

Ma se il Senatur sembra soddisfatto che il figlio abbia abbandonato la prima linea, appare invece molto più cauto sulla richiesta di ulteriore pulizia a 360 gradi invocata da Roberto Maroni e la sua corrente dei “Barbari sognatori”, mentre oggi anche Roberto Calderoli, nella sua nuova veste di “triumviro” pro tempore alla guida del Carroccio, è abbastanza esplicito nel suggerire la defenestrazione di un’altra figura chiave della storia: Rosy Mauro. Dicendosi ottimista sul futuro della Lega (che paragona al Giappone che si riprende in fretta dai disastri) ed apprezzando il gesto di Renzo Bossi, l’ex ministro affronta così ai microfoni dell’Adnkronos il nodo sulla vicepresidente del Senato: “Dipende dalla sua volontà. Lasciamo a tutti il tempo per riflettere. Certo sarebbe un gesto positivo dimettersi”.

Nel frattempo Maroni infiamma i suoi, lanciando proclami su Facebook e ricordando a tutti il “raduno dell’orgoglio leghista” che si terrà domani: “Venite martedì sera a Bergamo e avrete le risposte. Pulizia pulizia pulizia, mi sono francamente rotto di Cerchi Magici e Culi Nudi“,

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L’ex ministro dell’Interno, particolarmente prolifico sui social networks, non fa quindi mancare una certa dose di sarcasmo contro la Mauro e ‘Kooly Noody’, la canzone di Pier Moscagiuro, pseudonimo di Pier Mosca, il compagno della dirigente leghista che secondo gli inquirenti sarebbe stato un altro beneficiario delle “generosità” fatte col denaro proveniente dalle casse del partito.

La caduta delle teste non può essere certo finita, mentre a Pontida (roccaforte simbolo del Carroccio) qualcuno ne approfitta per farsi beffe dello slogan padano “Padroni a casa nostra”, ritoccandolo in “Ladroni a casa nostra”.

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