La Siria aderisce al piano Onu, ma bombarda

La Siria ha annunciato di voler attuare il piano di pace proposto dall‘Onu, ma intanto continuano i bombardamenti sulla provincia di Aleppo. Dopo il dietrofront di ieri, da parte del presidente Bashar al-Assad, nella giornata di oggi il governo aveva annunciato di voler mettere in atto il piano di pace proposto dall’inviato speciale dell’Onu in Siria, Kofi Annan. Il governo ha dichiarato di aver iniziato oggi le operazioni di ritiro delle truppe, ma intanto arrivano notizie di bombardamenti nella provincia di Aleppo.

Cresce la tensione anche nelle zone di confine con la Turchia, dopo che ieri alcuni siriani hanno cercato di fuggire dalla Siria. Al tentativo di fuga, i militari di Assad hanno risposto aprendo il fuoco sui fuggitivi. Oggi Kofi Annan sta visitando alcuni dei campi profughi turchi in cui sono stati accolti molti rifugiati siriani feriti dalle sparatorie di ieri. Il premier della Turchia, Tayyp Erdogan, ha definito ciò che ha accaduto ieri come una “chiara violazionedei confini tra i due Paesi.

Il capo della diplomazia siriana, Walid al-Mouallem, si trova in visita a Mosca in questi giorni e ha assicurato che il governo della Siria ha realmente intenzione di ritirare le truppe da alcune province, ma solo se Kofi Annan sarà in grado di garantire il rispetto dei termini dell’accordo anche da parte dei ribelli armati. Nonostante le parole del collega siriano, il diplomatico russo Serghiei Lavrov ha incalzato il regime di Assad, spingendolo ad essere più attivo e risoluto nell’attuare il piano Annan. Lavrov ha chiesto anche ai Paesi stranieri – a partire dagli Usa – di indurre i gruppi ribelli che stanno sostenendo ad attuare il cessate il fuoco.

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