Redditometro: come funziona e quando si risulta evasori

Si accorciano i tempi per l’entrata in vigore del redditometro, lo strumento in grado di controllare i redditi dei contribuenti direttamente dai dati forniti dal loro conto corrente.

Tale strumento comincerà ad essere utilizzato dall’Agenzia delle Entrate a partire da giugno, mentre ancora sono in atto i test che lo rendono sempre più efficiente e preciso nella sua funzione di controllo all’evasione fiscale.

Ma come funziona il redditometro? Esso mette a confronto il reddito dichiarato dai contribuenti, con l’effettiva spesa e dunque il tenore di vita degli stessi. Se gli italiani quindi spendono più di quanto guadagnano, dovranno aspettarsi un’accertamento sintetico dovuto appunto dal contraddittorio. Sono messe a confronto circa 100 voci di spesa non ordinarie, come ad esempio l’acquisto di computer, di assicurazioni sulla vita, di vacanze, trattamenti di bellezza e tanto altro. Se la spesa dunque supererà il 10% di quello che è stato l’ammontare effettivo di guadagno di un determinato periodo di imposta, allora partirà l’accertamento. Il contribuente poi dovrà dimostrare, attraverso la documentazione, la sua capacità di spesa e quindi che non è un evasore. Tra le categorie di spesa che verranno maggiormente controllate troviamo ovviamente gli oggetti di lusso, immobili, mezzi di trasporto, investimenti, sport, cura della persona ed altro.

A dare l’accesso ai conti correnti dei contribuenti è una norma dell’articolo 32 del DPR 600/1973 e c’è una distinzione fondamentale sul controllo dei lavoratori autonomi, rispetto a quello dei contribuenti generici: nel primo caso saranno monitorati versamenti e prelevamenti, mentre per il secondo soltanto i versamenti per rilevare eventuali guadagni in nero.

 

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