Prototype 2

A circa tre anni dal primo episodio Prototype 2 arriva in pompa magna portando con se tutta una serie di novità con l’intento di migliorare quello che già di per se era un buon titolo.

Il primo elemento che è stato rivisto in questo Prototyper 2 è l’impianto narrativo ora molto più solido e ricco di colpi di scena che appassioneranno sicuramente il player. Il protagonista di questa nuova avventura sarà il sergente James Heller che torna a casa dalla sua famiglia, dopo aver prestato servizio in Afghanistan e Iraq, troverà davanti a se l’irreparabile: la sua famiglia, come tante altre di New York, è stata spazzata via dal virus Blacklight. Anche James verrà colpito dal virus ma nel suo caso l’infezione porterà alla acquisizione di poteri ben noti a chi ha giocato al primo capitolo… La lotta iniziale ingaggiata con Alex Mercer porterà alla scoperta Heller alla scoperta di complotti ben più grandi di quello che il soldato avesse mai immaginato. Deposte le armi contro Alex si partirà per un’altra distruttiva avventura…

Le novità introdotte in questo Prototype 2 sono molteplici e vanno ad influire tutto il mondo di gioco sotto svariati punti di vista. Per quanto riguarda l’aspetto dei combattimenti e delle armi spicca la possibilità di poter utilizzare due poteri diversi per le braccia contemporaneamente e la possibilità di attivare uno scudo con la sola pressione di un tasto. Anche il sistema di approccio ai veicoli della Blackwatch è cambiato: saltando in groppa al mezzo bersaglio, l’azione rallenterà e, al centro dello schermo, si aprirà un menu rapido grazie al quale potremo scegliere se assumerne il controllo del mezzo, ridurlo a brandelli o prendere il possesso del lanciarazzi di turno. Anche il sistema di massa critica è cambiato essendo ora legato a una seconda barra separata da quella della vita e riempibile consumando bersagli biologici.

Tra le note negative, che sono comunque veramente poche, vi è un sistema di targeting non proprio preciso che ci porterà frequentemente ad errori nelle fasi più caotiche del gioco, meglio quindi spostare la telecamera a mano quando verremo attaccati contemporaneamente da mostri alti quanto un piccolo palazzo di due piani poiché ci potremo ritrovare ad avere l’attenzione su un infetto insignificante piuttosto che sui suddetti mostri che saranno pronti a farci la pelle in men che non si dica.

Dal punto di vista tecnico è stato fatto anche un grosso balzo in avanti nella grafica e nella definizione delle texture in genere, il motore grafico adottato dai ragazzi di Radical Entertainment riesce a gestire tutto alla grande, con rarissimi cali di fluidità. Un’ altra chicca è l’audio completamente in italiano, un elemento che manifesta l’ottimo risultato raggiunto dal predecessore e la volontà da parte da dei produttori di fare breccia ancora di più nei videogiocatori del bel paese.

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