Riforma lavoro: voucher, cosa cambia

Effettuare prestazioni di lavoro occasionale accessorio, i cosiddetti lavori saltuari, in maniera perfettamente legale con tanto di copertura Inps ed Inail. Questo è quanto ad oggi è possibile in Italia grazie ai voucher, detti anche buoni lavoro. Introdotti per la prima volta in via sperimentale solo in agricoltura, ed in particolar modo per la vendemmia, l’utilizzo dei voucher è stato poi esteso permettendo tra l’altro a molti studenti e pensionati di integrare il loro reddito e molto spesso di fare le prime esperienze nel mondo del lavoro.

C’è però in ballo una proposta di riforma dei voucher che porterebbe proprio allo stop dell’utilizzo dei voucher in campagna per regolarizzare i lavori estivi nei campi degli studenti. A farlo presente è stata la Coldiretti nel ricordare come un quarto dei sei milioni ed oltre di buoni lavoro sin qui utilizzati sia riferibile proprio al lavoro occasionale effettuato in agricoltura.

Solo nell’estate scorsa, in base alle stime dell’Organizzazione degli agricoltori, sono stati all’incirca 200 mila in Italia gli studenti che in Italia hanno lavorato occasionalmente nei campi a partire dal mese di giugno. La proposta di riforma taglia invece fuori un’ampia platea di possibili beneficiari visto che potrebbero accedere allo strumento dei voucher solo le imprese che, aventi un fatturato sotto i 7 mila euro, sono attività imprenditoriali di auto-consumo e senza contabilità. Di conseguenza, il rischio sarebbe, senza i voucher, quello del mancato accesso degli studenti, casalinghe e pensionati ai lavori saltuari con una regolamentazione alla luce del sole come quella offerta sinora con i buoni lavoro.

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