Diffamazione: fino ad un anno di carcere per i giornalisti

Nella serata di ieri è passato in Senato l’emendamento voluto da Lega Nord ed Api che punisce con la reclusione fino ad un anno, chi diffama in maniera grave a mezzo stampa. Il voto segreto ha fatto sì che la maggior parte del centro-destra votasse  a favore, scatenando invece la rabbia dell’altra parte del Parlamento. Letta del Pd in particolare ha dichiarato in proposito: “Trovo scandaloso coprirsi con il voto segreto, si abbia il coraggio di dire apertamente cosa si vuol fare. Noi abbiamo chiaramente espresso un voto contrario in Senato, dove però siamo in minoranza. Un inciampo gravissimo, dovremo trovare un rimedio”.

I sì alla norma sono stati 131, i no 94 e 20 gli astenuti, nonostante lo stesso Governo Monti avesse espresso chiaramente parere negativo sull’emendamento.

A questo punto le stesse organizzazioni sindacali dei giornalisti affermano che è inutile proseguire con la formulazione di questa nuova legge, perchè dopo l’approvazione di tale emendamento, essa sarà a prescindere peggiorativa della precedente, ed in contrasto con ogni altra normativa europea.

Mentre Gasparri (Pdl) si interroga sulla stranezza di aver tenuto segreto il voto in aula, è lo stesso Alessandro Sallusti, che con il suo caso aveva aperto in Parlamento la necessità di una riformulazione della materia, a chiedere che il Parlamento si fermi per non peggiorare una situazione già di per sè deprecabile (“La Lega fa ridere” ha dichiarato), e che lo vedrà per il contenuto di un articolo non suo, ma scritto sul giornale che all’epoca dirigeva (Libero), finire in galera a partire dalla fine di questo mese.

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