Cigarini, luce dell’Atalanta

Illuminare, vincere ed entusiasmare non è mai facile, soprattutto se devi farlo in tante piazze diverse tra loro. Nel calcio moderno, dove il carattere sembra essere sempre in calo, la serenità di un giocatore appare ancor più fondamentale. Una volta i grandi calciatori, quelli veri, potevano cambiare squadra, potevano non avere rapporti idilliaci con il gruppo ma quando entravano in campo erano piedi e testa a fare la differenza. Ora il calcio è un po’ cambiato, ogni allenatore deve essere soprattutto psicologo prima che tattico, deve essere prima un padre e poi un tecnico anche con i più navigati.

A Bergamo c’è un giocatore fondamentale per la squadra, un calciatore che, per testa e piede, non avrebbe nulla da invidiare a tanti colleghi ben più blasonati. Lui l’occasione di dimostrarlo sul campo ce l’ha avuta ma non è riuscito a sfruttarla in pieno, lasciando tanto rammarico nel cuore di tutti. Luca Cigarini, attuale centrocampista dell’Atalanta ieri ha siglato il suo primo gol stagionale nella vittoria nerazzurra contro la Lazio. In questo momento Cigarini è un bene prezioso per mister Colantuono e per tutta la serie A ma fino a qualche anno fa sembrava un giocatore già sul viale del tramonto.

Napoli e Siviglia dovevano essere il trampolino di lancio giusto per sfondare ma non è stato così. Il primo salto di qualità è arrivato nel 2009 a Napoli dopo tre anni a Parma ed un’ottima stagione proprio a Bergamo. I partenopei erano in piena rinascita e Cigarini, dal canto suo, era pronto a prendere le chiavi del centrocampo azzurro. In molti credevano in lui e lo dimostrano quelle ventotto presenze in campionato con due reti. Quando siglò quell’eurogol al San Paolo contro il Milan , ad un minuto dal novantesimo sembrava ad un passo dalla definitiva consacrazione. Dopo quel Napoli-Milan, terminato poi 2-2, ci si aspettava un Cigarini sempre più in crescita, ma qualcosa poi non ha funzionato.

L’anno dopo passa al Siviglia e poi torna a Bergamo dopo sole sei presenze in Liga. Al suo terzo anno in nerazzurro però la storia si ripete, con il centrocampista italiano che sta dimostrando nuovamente di valere più di una piazza che punta alla salvezza. Il futuro non è scritto, anche perché bisogna proseguire di questo passo. Forse un’altra occasione Cigarini ce l’avrà ma sarà poi lui a decidere se accettarla o restare nel regno bergamasco. Perchè il calcio, per certi versi, già ti dà tanto, chiedere ancora di più potrebbe essere solo deleterio. Cigarini ora ha ritrovato il sorriso, e di questi tempi forse la serenità vale più di un posto da comparsa in un club che non punterebbe in pieno su di lui

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