Federico Buffa, dall’Nba al Mondiale di calcio: la rete insorge

L’innamorato deluso e ferito che apprende la fine della propria relazione con un sms. È questo lo spirito con cui gli appassionati italiani del mondo Nba si sono svegliati stamattina. Federico Buffa non sarà in cabina di telecronaca per la nuova stagione del basket americano trasmesso da SKY Sport.

Poche righe, un messaggio criptico da decifrare con attenzione per capire esattamente quanto sia successo, una sola certezza amara e acre: l’Avvocato non allieterà più il mondo cestistico italiano con le sue storie, i suoi racconti, il suo modo unico ed inimitabile di rendere interessante anche il più insignificante dettaglio.

Un arrivederci che non può non lasciare un vuoto incolmabile, contornato da rabbia e tristezza, perché chiunque abbia mai sentito parlare o letto Federico Buffa è perfettamente consapevole che quest’anno l’Nba non sarà più la stessa. Per molti un mero dettaglio, di poco conto, visto e considerato che la programmazione di SKY è ricca e permetterà a noi tutti di vedere i beniamini del basket americano calcare ancora una volta il parquet, dopo le voci della passata estate che ne mettevano in dubbio la presenza nel bouquet della piattaforma satellitare.

Ma pur consapevole di essere tautologico, ribadisco: non sarà la stessa cosa. La fredda cronaca della notizia prende spunto dall’ultimo post pubblicato su Facebook nella pagina dell’Avvocato, che comunica con immenso dispiacere, la scelta aziendale di precettarlo per i prossimi Mondiali di calcio in Brasile, costringendolo dunque a rinunciare alle telecronache, agli approfondimenti del colorito mondo americano. E il popolo del social network si rivolta: i commenti letti esprimono meglio di qualsiasi altra cosa quanto fosse amato Federico Buffa, con persone pronte a disdire l’abbonamento SKY, ferree volontà di scrivere del proprio sgomento alla redazione sportiva satellitare, una vera e propria sommossa costretta da una perdita così antipatica.

Ma chi è Federico Buffa? Come da lui sempre detto, in una precedente vita sarebbe stato un avvocato, da questo il suo soprannome, un procuratore sportivo capace di portare talenti del basket americano soprattutto femminile, in Italia; un “non” scrittore che ha raccontato in “Black Jesus”, la Bibbia per i baskettari, la storia della pallacanestro americana raccontando storie di devianti, giocatori che avrebbero potuto segnare la storia del basket ma che per le più incredibili circostanze non hanno avuto modo di mostrare il loro talento; un collaboratore di testate giornalistiche di settore che attraverso le sue “Barber shop conversations” riusciva a catalizzare l’attenzione del lettore, molto spesso incapace di capire perfettamente quanto prodotto, ma ipnotizzato dalla scorrevolezza e dall’uso appropriato di riferimenti, citazioni, divagazioni letterarie.

Un modello di giornalismo coltivato da quello che lui e Flavio Tranquillo, l’inossidabile compagno di viaggi, hanno sempre definito l’Alma Mater del basket in Italia ossia il “maestroAldo Giordani, capace di far sognare gli ascoltatori, intrigati dalla pedissequa capacità di narrare storie, di rendere edotti i più di eventi bizzarri, con un linguaggio forbito mai banale e scontato. La coppia di telecronisti migliore che il mondo sportivo italiano abbia mai avuto, senza discussioni, con The Voice Tranquillo nella parte del cronista vero e proprio, attento e sul pezzo per raccontare quanto stesse accadendo, e lui, l’Avvocato, libero di spaziare su ogni fronte, arricchendo con musicalità ogni singola giocata, trascinando il suo collega in grasse e sonore risate parlando di un giocatore o di un semplice evento.

L’idillio durato più di un decennio sembrava già messo a dura prova da qualche anno: l’Avvocato che oltre al basket si dilettava di calcio su Milan Channel, canale tematico rossonero, in cui lui, grande tifoso, gestiva la rubrica sull’analisi tattica della partita giocata; la cosa non passò inosservata e Federico Buffa iniziò a diventare ospite fisso di programmi calcistici, e grazie al suo stile ineguagliabile venne scelto come membro del team post-partita di SKY.

Ma si sa, l’invidia è una cattiva compagna di vita, e dopo solo una puntata decise di abbandonare la trasmissione condotta da Ilaria D’Amico, mal visto dai compagni d’avventura quasi tutti ex calciatori, incapaci di capire il livello tecnico e di competenza di un amante dello sport a 360 gradi. Casus belli una domanda all’allora allenatore della Roma Luis Enrique, rivolta in spagnolo, commentata con ilarità e derisione dai “grandi” esperti presenti in studio, persone di spessore come Massimo Mauro, autorevole giornalista… No scusate, bravissimo commentatore… scusate ancora. Massimo Mauro.

Torna dunque ad occuparsi solo di Nba, e nella scorsa stagione impartisce lezioni di storytelling con una rubrica settimanale, L’Nba dei vostri padri, in cui a ruota libera racconta personaggi, storie di sport. C’è chi come il sottoscritto conosce a memoria le parole scandite dall’Avvocato nel narrare di Wilt, di Bill Russel, fornendo un quadro dettagliato con la commistione di sport e momento storico degli avvenimenti da lui citati.

Tutto perfetto, fino alla serata di ieri. L’augurio è che possa tornare presto a delizarci con la sua capacità unica da autentico cantastorie, da cantautore, menestrello di un modo di fare giornalismo inimitabile. Fortunatamente il suo non è un addio e i Mondiali di calcio in Brasile sono lontani solo pochi mesi, e sono sicuro che anche coloro che non avessero mai ascoltato parlare l’Avvocato, ripensando a queste poche righe scritte capiranno la delusione provata nell’apprendere la notizia.

È tutto per questo appuntamento, anche per Federico Buffa, con un saluto e un ringraziamento a lui rivolto dall’intero popolo del basket.

[foto: video.sky.it ]

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