Gli smartphone possono alienarci dalla realtà circostante

Recentemente a San Francisco su un treno affollato un’uomo in piedi ha tirato fuori una pistola puntandola ripetutamente verso l’altra parte del corridoio. I numerosi passeggeri seduti o in piedi, troppo concentrati verso i propri smartphone e tablet non hanno prestato alcuna attenzione agli atteggiamenti dell’uomo.

Nessuno ha avuto la benché minima reazione fino a quando non è stato sparato un colpo che ha ucciso uno studente della San Francisco State University e subito dopo l’uomo è sgattaiolato fuori dal treno ed fuggito, venendo arrestato successivamente grazie alle riprese delle videocamere di sicurezza.
L’agghiacciante scena ripresa da una telecamera lo fa quasi apparire come un’incontro casuale.

L’uomo arrestato sembrava a caccia di un estraneo da uccidere, ma quello che rende l’accaduto ancora più impressionante è l’indifferenza collettiva dei passeggeri del treno di fronte al pericolo imminente, troppo intenti a prestare attenzione ai loro gadget elettronici.

I movimenti dell’assassino non erano assolutamente nascosti, la pistola era evidente” ha dichiarato il Procuratore Distrettuale, aggiungendo che “Le persone erano lì vicino e nessuno si è accorto di nulla. Erano così assorti a mandare messaggi, leggere e quant’altro che non si erano resi conto di ciò che li circondava“.

Alcune ricerche condotte da antropologi e psicologi tra cui Jack Nasar, professore specializzato in psicologia ambientale, hanno dimostrato le effettive distrazioni causate dai dispositivi mobili.

Cinque anni fa si è volontariamente reso protagonista della sua ricerca realizzando un banco di prova, dimostrando così le sue scoperte. Posizionò un cartello con la scritta “NON SICURO!” e alcune chiazze di vomito posticcio lungo una strada affollata di un noto centro americano.
Utilizzando un campione di 60 persone ha proposto ad ognuno di loro di percorrere quella stessa strada, alla fine coloro che chiamavano o rispondevano ai messaggi erano più soggetti a calpestare il vomito, assolutamente noncuranti dei cartelli che li circondavano.

Il Capo della Polizia di San Francisco, Greg Suhr, ha dichiarato che almeno tre rapine su due vedono coinvolte vittime che stavano usando uno smartphone: “Non voglio dire che non apprezziamo l’apporto che da alla tecnologia mobile nella soluzione di alcuni casi criminali, ma l’uso improprio rende la gente estremamente vulnerabile ai crimini. E queste disattenzioni che generano tale vulnerabilità possono essere evitate con pochissimi sforzi.”