Valore Paese Dimore, da ruderi a hotel di lusso

Il progetto Valore Paese Dimore di “Italia Nostra” della Agenzia del Demanio prevede la concessione ai privati, anche per cinquant’anni, di immobili storici di proprietà dello Stato, in cambio di lavori di ristrutturazione e valorizzazione degli edifici stessi.
L’Agenzia del Demanio è il soggetto pubblico che possiede tutti i beni immobili dello Stato: gli antichi palazzi reali degli ex stati italiani , i beni ecclesiastici confiscati dopo l’unità d’Italia, moltissime chiese, i palazzi gentilizi acquisiti, nonché i ministeri, i musei, le caserme, i fari, molti parchi, terreni sconfinati. In tutto 46 mila beni.

La procedura è stata avviata per sessantanove edifici, otto dei quali verranno messi sul mercato entro la fine del 2013: due caserme e il padiglione ufficiali a Peschiera del Garda, il podere Colombaia a Firenze, i caselli daziari all’Arco della pace di Milano, il castello Orsini a Soriano nel Cimino nel viterbese, la villa Favorita di Ercolano e il convento di San Domenico a Taranto. Per il podere fiorentino alle pendici della collina di Arcetri sono arrivate proposte da investitori internazionali, con il coinvolgimento di architetti di fama come Norman Foster e Zaha Hadid.

Fra gli immobili in lista, ci sono il convento di San Domenico a Taranto, i caselli daziari all’Arco della Pace di Milano e l’intera isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, castelli, fortificazioni, palazzi, caserme, conventi, fari, isole.
Ci sono voluti anni di annunci e ritiri della proposta di rivitalizzare il patrimonio storico- artistico in chiave turistica. L’obiettivo è trasformarli in in resort di lusso, campus universitari e sale convegni, centri benessere.

Il progetto pilota è andato in porto: la villa Tolomei a Firenze, dopo sei anni di lavori, da rudere rinascimentale è diventato un hotel a cinque stelle e nel parco di 17 ettari sono stati reimpiantati vigne e ulivi, come secoli prima. I privati, che hanno investito alcuni milioni di euro per il restauro, gestiranno l’albergo per cinquant’anni. Anche Capo Spartivento in Sardegna e la Dogana Vecchia di Molfetta in Puglia sono considerati modelli positivi.

Ogni immobile ha specificità architettoniche, urbanistiche, di tutela e restauro che ne condizionano i lavori, per cui saranno tenuti sotto controllo dal ministero dei Beni Culturali. Verranno anche stabilite delle clausole per sottrarre gli immobili al privato che farà lavori storico-artistici pericolosi.

Le regioni coinvolte sono tutte tranne Valle d’Aosta, Abruzzo, Molise, Basilicata. In questo modo anche l’Italia avrà una catena di alberghi di alto livello, ospitati in immobili di grande prestigio e di proprietà statale. Una cosa – per intenderci – sul modello dei Paradores spagnoli, che sono hotel distribuiti in tutta la penisola iberica, allestiti in castelli, antiche dimore gentilizie, strutture storiche dismesse, conventi inutilizzati e bellissimi, suggestive reggie marine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *