Arturo Vidal bloccato dalla Fifa, altro guaio per la Juventus

Potrebbe creare un “precedente”, almeno in Italia, quello che da qualche ora sta suscitando rumors nel mondo calcistico e preoccupazione nell’animo dei tifosi juventini. Antonio Conte, allenatore della Juventus, potrebbe dover rinunciare ad una delle pedine fondamentali del centrocampo bianconero nella prossima trasferta sul campo del Livorno: Arturo Vidal.

Il centrocampista cileno ha risposto presente alla convocazione del CT Sampaoli per la doppia sfida in programma con la propria nazionale durante quest’ultima sosta di campionato contro Inghilterra e Brasile, ma durante la preparazione del match contro la nazionale inglese è stato costretto ad alzare bandiera bianca a causa di una lieve elongazione muscolare. L’infortunio ha obbligato Vidal a tornare in Italia per sottoporsi alle cure adatte, sotto lo stretto controllo dei medici del club di Torino e a saltare le partite amichevoli per cui era stato convocato.

Oltre il danno, la beffa. Antonio Conte dopo aver tirato un sospiro di sollievo nel constatare la lieve entità dell’infortunio ed il veloce recupero del centrocampista rischia di non poter comunque schierare il giocatore nella partita di domenica tra Livorno e Juventus. La causa? Una norma sconosciuta alla maggior parte degli appassionati di pallone nostrani: la five days rule.

Infatti, se andiamo a consultare il Regolamento Fifa sullo status e i trasferimenti di un giocatore nell’Allegato 1 troviamo l’Articolo 5 dedicato alle restrizioni imposte ai calciatori: “Un calciatore che è stato convocato da un’Associazione nazionale per una delle sue squadre rappresentative, non ha il diritto, in nessun caso, di giocare con la Società con la quale è tesserato nel periodo durante il quale è stato messo a disposizione, secondo quanto previsto in questo allegato. Questo divieto di giocare per la Società viene inoltre prolungato di 5 giorni nel caso in cui il calciatore non abbia voluto o non abbia potuto dare seguito, per una ragione qualsiasi, alla convocazione di cui era stato fatto oggetto.”

La particolarità nel testo della norma sul quale ci si deve soffermare è l’ultima affermazione, cioè il divieto di giocare viene prolungato di cinque giorni (da qui il nome anglosassone della regola) se il calciatore non ha voluto o potuto dare seguito alla convocazione della propria nazionale. Le amichevoli del Cile si sono chiuse ieri a Toronto, con una sconfitta contro il Brasile per la selezione orfana di Vidal. Regolamento (e calendario) alla mano si può affermare che prima di lunedì 25 novembre il calciatore della “vecchia signora” non potrà indossare la casacca a strisce.

Quella che può sembrare una sorpresa nel nostro paese è però una realtà già ben avviata negli altri campionati europei. Primo su tutti la Premier League inglese dove l’applicazione della five days rule è ormai un’ usanza affermata da anni: l’ultimo a farne le spese fu Papiss Cissè giocatore senegalese del Newcastle che lo scorso anno non rispose ad una convocazione della propria nazionale aprendo una “guerra” tra la federazione del Senegal ed il proprio club.

Vista la lunga lista dei calciatori in infermeria, Antonio Conte chiede un vero e proprio miracolo ai legali esperti di diritto sportivo: trovare un cavillo che permetta al giocatore cileno di scendere regolarmente in campo domenica potrebbe (oltre tranquillizzare l’allenatore pugliese) aprire la strada ad una nuova normativa sportiva, nonché lanciare un salvagente a tutti i club che regolarmente rischiano di perdere “pezzi” pregiati della loro collezione a causa degli impegni nazionali. Non sarà facile ma la Juventus spera.

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