Formula 1, Ferrari: spunta l’ipotesi di spionaggio industriale

Circola l’ipotesi di una nuova spy story in Formula 1, con la Ferrari coinvolta e danneggiata.

Domenica scorsa, nel Gran Premio d’Ungheria di Formula 1, la Ferrari ha ottenuto uno dei risultati sportivi più deludenti e allarmanti della sua storia recente. Sebastian Vettel, partito quinto davanti al suo compagno di squadra Charles Leclerc, sesto, ha concluso la gara in sesta posizione. Leclerc non è nemmeno andato a punti, finendo in undicesima posizione. Entrambi sono stati doppiati dalla Mercedes di Lewis Hamilton.

La discussione riguardo alle responsabilità della grave crisi tecnica della Ferrari in questo inizio di stagione ha trovato spazio su tutti i principali giornali sportivi. Alcuni hanno indicato in Mattia Binotto, attuale team principal, il più alto in grado nella squadra e pertanto il primo responsabile dei preoccupanti insuccessi recenti. Nelle ore scorse, sostenute da firme autorevoli del giornalismo sportivo italiano, sono tuttavia emerse ipotesi che metterebbero in una prospettiva completamente diversa il fallimento della Ferrari 2019-2020.

Giorgio Terruzzi, rispettato giornalista esperto di sport motoristici, ha scritto sul Corriere della Sera che un’azione di spionaggio industriale avrebbe gravemente danneggiato la Ferrari. I fatti risalgono a settembre dell’anno scorso, durante il weekend del Gran Premio d’Italia, a Monza. E l’ipotesi è accreditata da una fonte interna alla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), citata da Terruzzi in forma anonima.

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La spy story e l’accordo segreto tra FIA e Ferrari

formula 1 mercedes racing point
La Mercedes di Lewis Hamilton e la Racing Point di Lance Stroll, alla fine delle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria, il 18 luglio 2020 (Getty Images)

In occasione del Gran Premio d’Italia del 2019, vinto da Leclerc, una squadra di Formula 1 presentò alla FIA la richiesta di apertura di un’indagine federale sulla Ferrari. A destare i sospetti della concorrenza fu la potenza della power unit del team di Maranello. Il clamoroso retroscena sostenuto da Terruzzi è che la FIA fu convinta ad avviare l’indagine davanti a elementi che alla Ferrari non potevano che esser stati sottratti segretamente. L’ipotesi è quindi quella della collaborazione di un complice del team rivale all’interno della Ferrari stessa.

Oltre che alimentare seri dubbi sulla legittimità di quell’indagine della FIA, evidentemente partita da dati “rubati”, Terruzzi descrive uno scenario attuale in cui l’unica squadra a pagare a seguito di quella vicenda sarebbe la Ferrari. Un accordo “segreto” tra la Rossa e la FIA avrebbe avuto come unica conseguenza l’arresto di una serie di sviluppi del progetto della nuova macchina.

Nessun’altra squadra di Formula 1 a parte la Ferrari, sostiene Terruzzi, è oggi vincolata a un accordo di quel tipo. Di fatto ha annullato tutti i precedenti sviluppi del motore. Con il risultato che oggi sarebbe soltanto quella della Ferrari l’unica power unit “pulita”. A tutti gli altri sarebbe invece liberamente concesso di aumentare la potenza di cavalli, date le difficoltà oggettive per la Federazione di verificare in profondità la regolarità di ogni sviluppo.