Omicidio Vannini, Appello bis: 14 anni a Ciontoli, 9 anni e 4 mesi ai familiari

E’ stato comunicato l’esito della sentenza bis per l’omicidio di Marco Vannini. Antonio Ciontoli condannato a 14 anni, 9 anni e 4 mesi a moglie e figli. 

Marco Vannini
Marco Vannini (foto Facebook)

Comunicata la sentenza per l’omicidio di Marco Vannini. Oggi, mercoledì 30 settembre, Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni di reclusione. Sua moglie e i due figli, invece, dovranno scontare 9 anni e 4 mesi.

Grande soddisfazione per i genitori di Marco, che da 5 anni lottavano per avere giustizia. Dal canto suo Antonio Ciontoli, responsabile dell’omicidio colpevole, ha chiesto pubblicamente perdono. “Chiedo perdono per quello che ho commesso e anche per quello che non ho commesso. So di non essere la vittima ma solo il responsabile di questa tragedia”. Queste le parole del condannato, pronunciate nelle dichiarazioni spontanee.

Il processo, iniziato a luglio e rinviato a tre appuntamenti per questo mese, oggi arriva a termine.

Marco Vannini aveva vent’anni e aveva un sogno nel cassetto: fare il pilota di aeroplani. Proprio mentre si impegnava per raggiungere il suo obiettivo la sua vita è stata distrutta.

Ad ucciderlo Antonio Ciontoli, padre di Martina, la fidanzata di Marco, il 17 maggio 2015.

Ecco i fatti. Quella sera Marco era a casa di Martina, con tutta la famiglia di lei. Mentre faceva il bagno, il capofamiglia, Antonio Ciontoli, gli mostra due pistole. Dalla Beretta calibro 9 parte un colpo, che ferisce Marco in in un punto non apparentemente vitale.

Da lì partono una serie di chiamate all’ambulanza nelle quali i familiari di Martina, invece di salvare la vita del ragazzo, danno versioni che hanno dell’incredibile: Antonio Ciontoli ha paura di perdere il suo posto di lavoro come ufficiale della Marina. Intanto il proiettile che ha perforato Marco arriva al cuore: ben 110 minuti dallo sparo Marco muore in ospedale.

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Dal 2015 ad oggi: il lungo cammino verso la giustizia

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Marco Vannini (foto dal web)

Lo scorso 7 febbraio è iniziato l’appello bis. La Cassazione ha sentenziato che la morte di Marco Vannini “Sopraggiunse dopo il colpo di pistola ascivibile soltanto ad Antonio Ciontoli” e che “questi rimase solerte ostacolando i soccorsi” e che “la morte fu la conseguenza causate dallo sparo che la mancanza di soccorsi che, se tempestivamente attivati, avrebbero scongiurato l’effetto infausto

Dall’incidente si sono susseguite una serie di indagini, intercettazioni, menzogne continuamente rettificate. Federico e Martina, figli di Ciontoli, e Maria Pizzillo, sua moglie, sono stati condannati in primo grado a tre anni di reclusione, per concorso colposo nell’omicidio.

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Marco vannini e Martina Ciontoli (foto dal web)

Tutti sapevano che Marco era in gravi condizioni, eppure hanno sminuito l’incidente dicendo che il ragazzo “era caduto in seguito a un attacco d’ansia, scivolando su un pettine a punta”.

Il nuovo appello si è aperto con le dichiarazioni di Federico Ciontoli che, a cinque anni di distanza ha dichiarato: ” Non mi sono mai accorto della gravità delle condizioni di Marco. Mio padre diceva che si era spaventato per uno scherzo e io gli credetti perché non c’era nessuna ragione per non farlo”.

Oggi la sentenza definitiva: fatta giustizia resterà un dolore lacerante, ma almeno i genitori di Marco potranno tirare un sospiro di sollievo.