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Cronaca

Scuolabus negato a bambina di 4 anni: l’assurda motivazione

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Migliore Giorgio

Il fatto che ha indignato l’opinione pubblica avviene in provincia di Torino. Una bambina di etnia rom si è vista negare il diritto allo scuolabus perché non residente. Rivolta social.

Scuola (Fonte GettyImages)

Clamoroso quanto avvenuto nel torinese. Una bimba rom di appena 4 anni, residente presso il campo nomadi di Strada della Berlia, a Collegno, nell’hinterland del capoluogo piemontese, si è vista negare il servizio del trasporto scolastico perché priva di residenza. La piccola ogni giorno era costretta, finché le scuole sono rimaste aperte, a farsi circa 80 minuti totali di camminata per raggiungere l’asilo e tornare al campo. Un fatto che ha sdegnato gran parte dell’opinione pubblica locale (ma non solo) e che ha spinto il padre della ragazzina a presentare ricorso. A maggior ragione per il fatto che, lo scorso anno, la piccola ha potuto viaggiare in scuolabus.

Il campo rom dove abita la piccola si trova a 3 chilometri dalla scuola, distanza che deve essere coperta interamente a piedi dalla bambina accompagnata da un genitore o un parente. Il padre, nato e cresciuto a Collegno, ha il passaporto comunitario ma non riesce a ottenere la cittadinanza italiana e conseguente residenza. Un problema burocratico di cui è vittima anche la figlia di appena quattro anni.

Niente scuolabus perché rom: il padre va in tribunale

(Getty Images)

Il genitore della piccola ha presentato ricorso al tribunale contro il Comune, forte anche del fatto che lo scorso anno la figlia ha potuto viaggiare sullo scuolabus. Ai microfoni dell’Ansa ha parlato l’avvocato e legale dell’uomo Federico Depetris, spiegando che alla bambina rom è stato negato il servizio perché il padre, non riuscendo a dimostrare la sua indipendenza economica (in quanto privo di lavoro) non può ottenere la residenza nel comune. “Il modo migliore per consentire l’integrazione è garantire l’accesso ai servizi pubblici essenziali come istruzione, salute, lavoro” dice Depetris, invitando il Comune ad accogliere la domanda dell’uomo.

Getty Images

Sul web e sui social, intanto, è esplosa l’indignazione di molti per questa faccenda. In tanti stanno “spingendo” il Comune di Torino a rilasciare tutti i documenti necessari per garantire alla bambina il servizio scuolabus.

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