Decreto Ristori: la cifra per le attività e per i comuni è mastodontica

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto Ristori ter: messa sul piatto una cifra mastodontica. Aiuti per attività e Comuni. Tutte le iniziative

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (getty images)

In nottata il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto Ristori ter che mette sul piatto circa 2 miliardi di euro di aiuti per le attività. Un altro mastodontico piano per far fronte all’emergenza economica derivata dal Covid-19 e, soprattutto, dalle nuove zone rosse ed arancioni nel nostro Paese.

I contributi saranno a fondo perduto e scatteranno in automatico per tutte quelle attività che si trovano nelle Regioni arancioni oppure rosse. Per chi ha già avuto i contributi nella scorsa primavera, sarà tutto automatico, con l’importo accreditato direttamente sul conto corrente.

Tante le iniziative per i negozianti; inseriti anche nella lista dei codici Ateco, con aiuti anche per gli esercizi commerciali di accessori e scarpe. Senza dimenticare la cancellazione della seconda rata Imu. Ai Comuni, invece, andranno 400 milioni da utilizzare esclusivamente per aiutare le famiglie più in difficoltà.

Decreto Ristori: approvato il ter, in programma anche il quater

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (Fonte GettyImages)

Nel nuovo Decreto, che prevede un nuovo scostamento di bilancio, vi sono 100 milioni di euro di cui potrà disporre il Commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri. Una cifra che servirà per acquistare e poi distribuire i farmaci per la lotta al Coronavirus.

Un’altra manovra imponente, quindi, quella varata dal governo che sta già studiando il Ristori quater. Il Consiglio dei ministri ha spiegato come le misure siano di tutela anche per i lavoratori. Lo scostamento di bilancio, dicevamo, sarà di 8 miliardi di euro, una cifra mastodontica che servirà, appunto, per il nuovo Ristori già in programma.

Decreto Ristori
Un negozio chiuso (Getty Images)

Il Quater dovrebbe prevedere anche la proroga delle scadenze fiscali fissate entro la fine del 2020; una manovra da circa 5 miliardi di euro, 4,8 per la precisione.