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Cronaca

Vaccino Pfizer, la clausola “segreta” nel contratto che incastra lo Stato

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Migliore Giorgio

La campagna di distribuzione del vaccino prosegue spedita. In Italia si è superato il milione di somministrazioni e la Pfizer si sarebbe tutelata con una clausola “anti Stato”.

Medico con il vaccino Covid (getty images)

L’Italia si conferma come uno dei Paesi europei che sta attuando la più massiccia campagna di vaccinazione nel Vecchio Continente. Da giorni è stata superata quota 1 milione di somministrazioni, varie decine di migliaia di pazienti hanno ricevuto anche la seconda dose (il cosiddetto richiamo) sebbene qualche difficoltà sia nata lungo il percorso. Ultimamente la Pfizer ha ridotto le dosi destinate all’Italia, con la promessa però che presto la fornitura tornerà regolare. Un intoppo che ritarderà alcune somministrazioni ma che non deve ingolfare una macchina che da un mese a questa parte ormai sta viaggiando al massimo della potenza.

Sul sito del Ministero della Salute è possibile seguire il conteggio live dei pazienti che hanno ricevuto il Vaccino anti Covid mentre a breve sono attese anche le dosi di Astra Zeneca. Ora, inoltre, emerge anche una clausola che “incastrerebbe” lo Stato inserita nel contratto con la Pfizer e voluta dalla stessa casa farmaceutica.

In cosa consiste questa clausola? Riguarda i possibili effetti collaterali che può accusare il paziente dopo aver ricevuto il vaccino.

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Vaccino Covid: effetti collaterali “pagati” dallo Stato

La casa farmaceutica statunitense avrebbe fatto inserire nel contratto di distribuzione del farmaco una clausola che “incastrerebbe” lo Stato. In caso di eventuali effetti collaterali, o danni alla salute dovuti al vaccino, sarebbe lo stesso Stato a risarcire il paziente, con la Pfizer che sarebbe così sollevata da ogni responsabilità. Nel contratto stesso, inoltre, la ditta si sarebbe tutelata anche per quanto riguarda il possibile rallentamento delle forniture. Alcuna pensale, insomma, è prevista nell’accordo firmato con lo Stato italiano.

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, invece, la casa farmaceutica non sarebbe tutelata in caso di mancato “funzionamento” del vaccino.

 

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