Covid, Ilaria Capua dura sul lockdown: “Adesso basta…” – VIDEO

La dottoressa Ilaria Capua è intervenuta nel programma televisivo Dimartedì per parlare della situazione Covid: dichiarazioni anche sul lockdown.

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Il conduttore televisivo Giovanni Floris (Getty Images)

Torna lo “spauracchio” del lockdown totale. Una chiusura dell’intero Paese a livello preventivo. Il coronavirus si trasforma, arrivano le varianti, tutto torna in allarme. Nei precedenti giorni abbiamo ascoltato le voci di persone come Massimo Galli e Andrea Crisanti. Due medici da sempre in lotta, in prima linea, conttro il Covid-19.

Entrambi, e non solo loro, avevano proposto un lockdown generale, includendo tutto il Paese. Al momento non sembra esserci questa ipotesi. Si va ancora per colori, (giallo, arancione e rosso,), assegnati alle varie Regioni d’Italia.

Se i contagi dovessero scoppiare da un momento all’altro si opterebbe per delle mini chiusure per ogni comune interessato. Difficile prevedere cosa potrebbe accadere in città. O meglio, difficile per ciò che stiamo vedendo ora, ma qualcuno ha le idee chiare sul da farsi. È la dottoressa Ilaria Capua, che nella serata di martedì 23 febbraio è intervenuta a Dimartedì, il programma televisivo, basato prevalentemente su attualità e politica, condotto da Giovanni Floris.

Ilaria Capua esclude il lockdown generale: serve il sequenziamento

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La dottoressa Ilaria Capua (Fonte Facebook)

Di voci contrastanti ne abbiamo sentite fin troppo. E finché c’è un dialogo il fatto può andare bene. Di discussioni inutili, ai limiti del possibile, non ne vuole sapere più nessuno. Le persone non aspettano altro, con cautela (si spera), di uscire da questa orribile pandemia che attanaglia le vite di milioni di persone ormai da tempo, più di un anno.

L’ultimo intervento televisivo, in relazione alla vicenda Covid-19, è stato quello della dottoressa Ilaria Capua, volto noto della medicina in ambito coronavirus negli ultimi tempi. Quest’ultima ha escluso, almeno dal canto suo, un lockdown generalizzato: “Credo che ne abbiamo fatti fin troppi. Adesso basta, dobbiamo avere una mappatura completa di ciò che accade con le mutazioni e intervenire al più presto con le misure restrittive”.

Idee chiare, anche se in Italia manca un effettivo sequenziamento, rispetto ad altri Paesi che lo hanno già attuato. E su questo punto la Capua si scalda: “Manca un reale sequenziamento. Questo è il fatto da tenere in mente. Il Covid non è differenza da altri virus nelle mutazioni. Quello che voglio dire è che col tempo si trasforma e noi dobbiamo essere bravi a prevedere ciò che avverrà con il dovuto sequenziamento”.