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AstraZeneca, Massimo Galli parla della sospensione: “Una bufala”

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Redazione

Sulla vicenda della sospensione del vaccino AstraZeneca è intervenuto il professore Massimo Galli. Parole due e pregne di paura per lui.

Fiala di vaccino AstraZeneca (Getty Images)

Continuano a circolare voci e opinioni sulla vicenda legata alla sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca. Dopo alcuni casi di decessi, avvenuti poche ore dopo l’iniezione del vaccino, diverse nazione, molte delle quale europee, hanno deciso per la sospensione temporanea. Tra queste anche l’Italia, che ha deciso di seguire Germania, Spagna e Francia.

Ma non tutti i medici, anche tra i più noti dell’ultimo tempo, hanno reagito allo stesso modo. Uno su tutti Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Volto noto anche della televisione, per i suoi ricchi e significativi interventi mediatici in ambito coronavirus, aveva annunciato la terza ondata già in passato e aveva chiesto delle chiusure in modo istantaneo, dicendosi molto preoccupato.

Alla fine aveva ragione: le varianti hanno accelerato la terza ondata di questa pandemia e l’hanno resa ancora più grave. Ma nelle ultime ore la sua polemica si è concentrata sulla sospensione del vaccino AstraZeneca. Contrario a questa decisione ha spiegato per quale motivo ci potrebbe essere l’odore di una bufala drammatica.

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Galli contrario alla sospensione del vaccino AstraZeneca: lo spiega in modo chiaro

Il primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli (Getty Images)

Non è andato per le lunghe ed è stato chiaro fin dalla prima dichiarazione: “La netta sensazione è che potremmo andare, prima del previsto, incontro a una bufala drammatica”. Queste le prime parole, le quali, proprio a primo impatto, potrebbero risultare solo che polemiche.

C’è dell’altro però. Galli continua la sua disamina affermando che: “Gli eventi trombotici sono assolutamente frequenti nella popolazione generale, a prescindere dalla vaccinazione”. Già a questo punto si capisce la posizione del professore che continua con la sua tesi: “Ogni giorno, e parlo dell’Italia, ci sono 100 o 200 eventi di questo tipo. Se dovesse scattare lo stop non potremmo più portare avanti nessuna procedura medica”.

Poi, infine, riporta un dato che sicuramente fa riflettere i più, soprattutto nel dibattito dei prossimi giorni: “In Gran Bretagna, la proporzione di decessi tra le persone vaccinate segnalabili come eventuali eventi avversi è in proporzione più bassa per AstraZeneca rispetto a Pfizer. Ripeto, rischiamo grosso, soprattutto di produrre una bufala drammatica. Ma ancor più di non poter vaccinare parte di una popolazione che continuerebbe ad aspettare una dose fondamentale per la propria vita”.

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