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Cronaca

Giovanni Brusca scarcerato: parlano i genitori di Giuseppe Di Matteo

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Maria Cristina Mastrangelo

Arrivano le parole dei genitori di Giuseppe Di Matteo, il bambino ucciso e sciolto nell’acido, dopo la scarcerazione di Giovanni Brusca. 

Il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido (fonte: Instagram)

Giuseppe di Matteo fu ucciso nel 1996 quando aveva solo 15 anni e dopo due anni di prigionia, tenuto con una catena intorno al collo. Fu catturato per zittire suo padre, divenuto collaboratore di giustizia. Dopo l’omicidio, avvenuto per strangolamento, il corpo fu sciolto nell’acido per impedirne il ritrovamento. Per il fatto furono condannati oltre 40 mafiosi, tra cui Totò Riina e Giovanni Brusca, scarcerato oggi dopo aver finito di scontare la sua pena.

Alle parole di Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, che si è detta addolorata, ma rispettosa di una legge voluta anche da suo fratello, quella dello sconto di pena per i collaboratori di giustizia quale Brusca era, si sono aggiunte quelle della famiglia Di Matteo. Da mamma Franca al papà Santino e al fratello Nicola: parole dure contro la fine della pena del boss mafioso.

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Giovanni Brusca: il killer di Cosa Nostra che sciolse il piccolo Di Matteo

Non possiamo accettare tutto questo“: sono poche parole quelle di Franca Castellese, mamma di Giuseppe Di Matteo, ma cariche di dolore. Alle quali si accodano anche quelle di Nicola, fratello del piccolo che fu barbaramente ucciso e sciolto nell’acido: “Mi hanno portato via il cuore“.

Brusca confessò di aver azionato il detonatore che uccise il giudice Falcone, sua moglie e i tre agenti della scorta e ha avuto un ruolo di primo piano nella fase della distruzione del corpo del giovane Di Matteo, mentre a strangolarlo fu il fratello, Enzo Brusca, anche lui condannato.

Appena un anno fa fu liberato anche uno dei carcerieri di Di Matteo. “A oggi tutti i sorveglianti e gli aguzzini del mio bambino sono liberi” ha detto Santino, papà di Giuseppe, che ha aggiunto: “Spero di non incontrarlo mai perché non so cosa potrebbe succedere“.

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Maria Cristina Mastrangelo