Assemblea Fli, finiani a pezzi e Ronchi verso l’addio

Oggi, nella sala convegni del residence “Ripetta”, si tiene l’assemblea nazionale di Futuro e Libertà, che con ogni probabilità deciderà quanto già dettato da Gianfranco Fini, ossia che Fli non si schieri ai ballottaggi tra due domeniche, tenendosi le mani libere rispetto alle due coalizioni. E non potrebbe fare altrimenti il partito dei finiani, che al suo interno è polverizzato in molte posizioni incompatibili, tanto che sarebbero in pochi a credere che il progetto possa proseguire. Tanto più che a queste amministrative, Fli ha ottenuto un livello così basso di consensi di lista e dei suoi candidati sindaci da creare solo imbarazzo. In termini generali, i finiani sono divisi in due tronconi incompatibili: da un lato i moderati, guidati da Andrea Ronchi e Alfredo Urso, che vorrebbero fare parte della coalizione di centro-destra, dall’altro lato gli anti-berlusconiani di ferro, guidati da Italo Bocchino e Fabio Granata, che sarebbero ben disposti a fare alleanze politiche con la sinistra, anzi sotterraneamente già ne discutono; tutto, pur di combattere contro il governo Berlusconi.

In contrasto con la linea maggioritaria del partito, Andrea Ronchi ha già annunciato le dimissioni da presidente dell’assemblea e al suo posto è arrivato Salvatore Tatarella. Se oggi la linea del partito rimanesse per la libertà di scelta, come pare, Ronchi dovrebbe con ogni probabilità decidere per il suo abbandono di Fli e tornerebbe forse direttamente nel PDL.

Un’altro passaggio verso la maggioranza di governo potrebbe essere quello di Alfredo Urso, che con Ronchi condivide la strategia di rimanere nell’alveo del centro-destra. Ieri il deputato siciliano ha incontrato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ma alla fine del faccia a faccia non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Non ha ancora deciso se uscire dal partito. Per restare, egli vorrebbe che oggi l’assemblea approvasse un documento in cui si sancisce che Fli tende a guardare il centro-destra per le sue alleanze e per il suo posizionamento politico.

Difficile che una tale dichiarazione possa uscire dai finiani, che verrebbe avvertita come un segnale distensivo verso Berlusconi e la sua coalizione. E’ probabile, invece, che alla fine di questa giornata i finiani già potranno contare ufficialmente su un paio di uomini almeno. Ma non si escludono truppe al seguito.

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