Spagna, voto amministrativo travolge socialisti di Zapatero

E’ andata proprio come indicavano i sondaggi della vigilia la super-tornata elettorale in Spagna, dove ieri quasi 35 milioni di cittadini sono stati chiamati per rinnovare i consigli comunali e quelli delle regioni. Elezioni molto attese, sia per le dimensioni (si votava in quasi tutta la Spagna), sia perchè cadono a meno di dieci mesi dalle prossime consultazioni politiche del 2012 e diventano quindi un test importante per valutare lo stato di salute dei partiti nazionali. Già subito dopo la chiusura delle urne, alle 20.00, i primi exit poll segnalavano una possibile sconfitta per il Partito Socialista di Luis Zapatero (Psoe), al governo nazionale dal 2004. Ma è stato solo con il procedere dello spoglio che si è concretizzata la tanto temuta “debacle” per i socialisti. Il voto li ridimensiona fortemente, estromettendoli dalla guida di numerose città e regioni, riducendo drasticamente le chance di riconferma della maggioranza alle prossime elezioni politiche. Il trionfo è stato tutto per il Partito Popolare di Mariano Rajoy, che conferma la maggioranza assoluta nella capitale Madrid, così come nella regione di Madrid e nella Valenciana. In serata, però, si scopre a spoglio inoltrato che i socialisti perdono anche le roccheforti storiche come Barcellona, seconda città spagnola, Saragozza, La Coruna e Siviglia.

Nella ricca Barcellona, la maggioranza va ai nazionalisti catalani, che per governare, però, avranno bisogno dei popolari. E i popolari travolgono il Psoe, arrivando a una media del 37,5% dei consensi, contro uno Psoe che si è fermato al 27,8%. Un’onda d’urto, che ha fatto sì che già in tarda serata, quando era stato scrutinato il 90% dei voti, il ministro dell’interno sentisse l’esigenza di congratularsi personalmente con il leader del PP, Rajoy, e ammettendo pubblicamente la sconfitta.

E di punizione per i socialisti ha parlato poco dopo anche il premier, che ha ammesso di essersi aspettato un risultato del genere.

A votare, secondo i dati definitivi, è andato il 66% degli aventi diritto, contro il 63,2% delle scorse amministrative del 2007.

Da oggi i socialisti conservano la maggioranza solo in Andalusia (dove non si votava per le regionali) e i Paesi Baschi. Quanto al popolo degli “indignados”, se qualcuno sperava fosse un buon tentativo per rubare la vittoria all’opposizione dei popolari, magari cavalcando la protesta, ha fatto male i suoi conti. I due terzi dei voti si sono concentrati sui due partiti principali e non c’è stato spazio per altre formazioni. La vittoria è stata tutta del PP.

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