Bombassei, avanti con contratti aziendali

La proposta del vice-presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, sta sparigliando le carte, all’interno dell’organizzazione degli industriali italiani, così come tra loro e i sindacati. Bombassei ha preso spunto da quello che sta di fatto accadendo in questi mesi, con una Fiat che sta in silenzio uscendo fuori da Confindustria, rischiando di essere seguita da molte altre grandi aziende, che non condividono più la politica di gestione centralistica di via dell’Astronomia, in quanto considerano i contratti nazionali poco aderenti alla loro realtà specifica. Già circa sei mesi fa Marchionne aveva quasi annunciato che la Fiat sarebbe uscita fuori dall’organizzazione e sebbene ciò non sia accaduto per intero, nei fatti un pò è stato così, se è vero che la newco creata “ad hoc”, per rilevare le attività per cui sono stati firmati i nuovi contratti non fà parte di Confindustria.

E csoì Bombassei  cerca di venire incontro a quelle che sono state le critiche di molti imprenditori, come per Marchionne: i contratti dovrebbero essere negoziati a livello aziendale con la maggioranza dei sindacati (50% +1) e approvati dalla maggioranza dei lavoratori, con effetto immediato. Inoltre, aggiunge, dovrebbe essere approvata una legge in Parlamento, che consideri questi contratti aziendali alternativi e sostitutivi del contratto nazionale.

La Cgil non ci sta e domanda a Bombassei che ci starebbe ancora a fare Confindustria, se ogni impresa contrattasse per sè. Bonanni, della Cisl, pur essendo daccordo sul merito, giudica sbagliato che debba essere una legge a regolare la contrattazione. E dentro Confindustria, c’è da scommettere che non tutti avranno preso bene le parole del loro vice-presidente, che di fatto depotenzierebbero la struttura centrale.