Federalimentare dice no ad aumento Iva per ridurre Irpef

In questi giorni, si sta discutendo delle ipotesi di riforma fiscale, per avviare una seppur graduale riduzione delle imposte, soprattutto Irpef e Irap, sgravando i redditi dei lavoratori e delle imprese, con l’obiettivo di rilanciare l’occupazione, la produzione e la crescita. Il problema di dove reperire i fondi è però il limite a tutto questo scenario, per cui l’ipotesi che si starebbe affacciando consiste nell’aumentare un pò l’Iva sui beni alimentari, attualmente al 10%, per ridurre le aliquote Irpef.

Nella realtà, questo tipo di riforme fiscali, che spostano la tassazione dal reddito alle cose, non è una novità italiana, ma le hanno applicate in passato un pò tutti gli stati in cui si è avuta una forte riduzione delle imposte, in quanto, a parità di gettito per lo stato, ciò garantisce un sistema più dinamico, poichè il reddito disponibile delle famiglie aumenta e il lavoro sarebbe incentivato, così come la produzione.

Tuttavia, questa ipotesi non piace a Federalimentare, la quale raggruppa le aziende di produzione di beni alimentari in Italia, che si dice del tutto contraria. Il rischio, avverte la categoria, è di deprimere ancora di più i consumi, già al palo, facendo crescere l’inflazione. Sì, perchè una crescita dell’Iva si ripercuoterebbe sui prezzi finali, facendoli crescere.

Il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, l’aveva proposto già nei giorni scorsi, affermando che il rischio inflazione sarebbe solo temporaneo. Tutto vero, ma in un Paese, in cui lo stato prende e spende oltre la metà della ricchezza prodotta dagli italiani, una misura del genere sarebbe a dir poco ingenerosa verso il contribuente, perchè il governo dovrebbe prima pensare a riportare il rapporto tra spesa pubblica e pil a livelli molto più accettabili, prima di imitare gli altri Paesi, in cui tali misure sono state adottate con successo.

Quindi, Tremonti farebbe bene a trovare capitoli nuovi di spesa da tagliare, anzichè la via più facile della compensazione del gettito con l’Iva.