Antitrust, avviare liberalizzazioni e riforma assicurazioni

Nella sua relazione alla Camera, il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, non ha esitato a confermare tutte le sue critiche, riguardo all’immobilismo, con cui la politica starebbe affrontando il problema della concorrenza sui mercati, in Italia. Secondo Catricalà, le liberalizzazioni non sono più una priorità dell’agenda politica attuale, anzi, non sono proprio presenti come tema di discussione.

Eppure, avverte, il sistema economico italiano deve la sua scarsa dinamicità proprio alla mancanza di concorrenza e molti imprenditori potrebbero rinunciare al più presto a investire e fare ingresso sul mercato, in mancanza di una politica di sostegno alla concorrenza e di rimozione delle posizioni monopolistiche, come starebbe avvenendo anche in settori quali le ferrovie.

Catricalà denuncia il tentativo di varie categorie professionali, tra cui farmacie, assicurazioni, di fare pressioni sulla politica, al fine di ottenere una limitazione alla concorrenza e parla di rischio di “neostatalismo” in Europa, non solo in Italia, come conseguenza della crisi, che ha rinvigorito le tesi di chi pensa che l’economia possa e debba essere guidata da una burocrazia illuminata.

Si sofferma, in particolare, sul mercato Rc Auto, prendendo atto di una sconfitta, con l’introduzione dell’indennizzo diretto, che non ha dato i frutti sperati; al contrario, le polizze sono cresciute mediamente del 15% sulle auto e del 30% sui motorini.

Un fallimento, secondo il presidente dell’Antitrust, che sarebbe dovuto alla scarsa concorrenza tra le imprese e alla poca efficienza che ancora questo mercato dimostra di avere raggiunto. Per questo, spiega, bisognerebbe prendere atto della necessità di riformare certi meccansimi, tentando di ridurre gli oneri eccessivi, denunciati dalle stesse assicurazioni.