Rooibos, il tè rosso

Una sana alternativa al tè è il Rooibos. Meglio conosciuto come tè rosso del Sudafrica, in realtà non si ricava dalla pianta del tè ma da un cespuglio rosso (Red bush da cui il nome) che cresceva spontaneamente nelle terre sudafricane. Non si tratta allora di un tè, ma di un infuso particolarmente adatto a chi non può assumere caffeina: Il rooibos, infatti, ne è privo. Ricco di vitamina C e sali minerali, è una bevanda perfetta per la calura estiva come integratore naturale per il corpo.

I primi coloni del Sudafrica scoprirono che gli aborigeni avevano l’abitudine, durante l’estate, di raccogliere e utilizzare come bevanda le punte di un cespuglio rosso/marrone che cresceva spontaneamente; così provarono a loro volta e si accorsero che, non solo il liquido era gradevole e rinfrescante, ma aveva la caratteristica di ridurre lo stimolo della sete.
Il primo che ebbe l’intuizione di coltivare e vendere questo infuso fu, nel 1907, Benjamin Ginsberg appartenente a un’antica famiglia russa che gestiva il commercio del tè. È dal 1930 che la coltivazione del Rooibos ha assunto una veste di tipo intensivo.

La semina avviene in serra nei mesi di febbraio e marzo; tra giugno e luglio le piantine vengono trapiantate in campo aperto quando hanno raggiunto un’altezza di 10-15 cm e la prima “raccolta” è effettuata l’anno successivo.
Dato che la pianta si riproduce solo per semina diretta, la raccolta dei semi è una parte fondamentale della coltivazione. In passato la raccolta veniva fatta a mano direttamente dal terreno dalle raccoglitrici, che venivano pagate a peso di seme raccolto: ognuna di loro allora aveva messo a punto una serie di trucchi per raccogliere più velocemente una maggior quantità di seme.
Si racconta che un coltivatore, avendo notato che una delle raccoglitrici gli consegnava sempre molto più delle altre, riuscì a farsi spiegare il suo trucco: seguiva le formiche sino al formicaio, lo scoperchiava e lo depredava, riuscendo in poco tempo a raccogliere una grandissima quantità di seme. Ancora oggi, nonostante la meccanizzazione, molto spesso si ricorre ai nidi delle formiche per reperire il seme del Rooibos.
Al momento della raccolta, che si effettua in estate, i cespugli vengono tagliati da terra; la fibra macinata, è fatta fermentare. La fermentazione, o meglio ossidazione, dura otto ore. Al termine, il prodotto viene steso al sole ad essiccare su estese di cemento. Durante questa fase si sviluppa il tipico colore rosso-marrone del Rooibos. Al termine dell’essiccazione il prodotto viene setacciato e, se necessario, aromatizzato. In commercio, infatti, si trovano per lo più tipi aromatizzati.
Note: il rooibos può essere bevuto anche dai più piccoli e dalle donne in gravidanza.
Preparazione:
è possibile berlo caldo o freddo, senza aggiunta di zucchero (è già dolce) o con zucchero, limone o latte: è particolarmente gradito con miele al posto dello zucchero o rum.
Più verrà lasciato in infusione e più conterrà antiossidanti.
Caldo: un cucchiaio da tè di rooibos in 150 ml di acqua a 100 gr per 5 min.
Freddo: circa 10 gr per 1 litro di acqua (in infusione per almeno due ore)

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