Il tè in bustina: si o no?

La bustina da tè fu inventata da un importatore di NewYork, Thomas Sullivan, che ebbe l’idea di mandare campioni di tè ai clienti in bustine di seta. La seta fu poi rimpiazzata dalla garza, infine dalla carta.

Il mercato del tè in bustina iniziò ad espandersi in Gran Bretagna all’inizio degli anni 60′. Fatta eccezione per gli inglesi e gli statunitensi, attualmente gli altri Paesi preferiscono bere tè sfuso.

La carta della bustina da tè è fatta di canapa di Manila, pasta di legno e raion. In commercio se ne trovano diverse forme e dimensioni e con i macchinari moderni se ne producono oltre 2000 al minuto: quadrate, rotonde, a piramide, singole o doppie, con o senza etichetta.

Il tè in bustina: si o no?

Nonostante oggi la qualità del tè in bustina sia notevolmente migliorata, è necessario fare una prima distinzione tra i tè comuni in bustina venduti nei supermercati che offrono un tè povero e le bustine di tè di qualità superiore prodotte da case serie che vendono attraverso i propri punti vendita. Spesso queste ultime scelgono di vendere anche tè in bustina perchè hanno capito che esiste un mercato per questo prodotto anche tra gli appassionati. In genere, tuttavia, siccome le bustine da tè danno un tè di qualità inferiore, si sceglie comunque di relegare questo tipo di tè a quelle occasioni in cui si ha fretta, preferendo la preparazione con il tè sfuso nei momenti di meditazione.

Di seguito, i pro e contro della scelta della bustina da tè:

Bustina si

-è comoda per prepararsi una tazza di tè

-la preparazione richiede poco tempo

-è comoda da estrarre dalla tazza quando il tè è pronto.

Bustina no

-contiene foglie sminuzzate che danno un tè più forte ma meno fine e di minor qualità

-vengono rilasciati tannini in quantità eccessiva e troppo rapidamente

-perde aroma e qualità molto più velocemente (il tè sciolto dura fino a due anni, quello in bustina 4-6 mesi).

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