Medicina, un anno in meno nelle università

La medicina potrà vedere le sue fedeli colonne portanti, i giovani medici, un anno prima in corsia. Questa la proposta della riforma del ministro dell’istruzione e dell’università, Mariastella Gelmini, che ha spiegato in una conferenza stampa, che saranno undici gli anni di studio dei futuri medici, comprensivi di specializzazione, anzicchè 13.

Tutto questo per avvicinarsi agli altri paesi europei. Una riforma che non andrà sicuramente a discapito della formazione ma punterà alla razionalizzazione delle materie ed all’aumento dell’esperienza sul campo. Verranno evitati i tempi morti ed il percorso di studi di Medicina subirà un processo di restaurazione.

Saranno presenti tre importanti novità: la prima consiste in un anno in meno per le specializzazioni (le specialità chirurgiche passano da 6 a 5, quelle mediche da 5 a 4 o a 3 per alcune particolari); la seconda consiste nel fatto che durante la specializzazione sarà possibile svolgere nell’ultimo anno contemporaneamente un dottorato; infine la terza novità riguarda la laurea, in quanto il corso durerà sempre 6 anni ma devono esserci 3 mesi di tirocinio.

Una riforma, quella della Gelmini, che punta ad ottimizzare i tempi ed a migliorare la formazione dei giovani medici. La medicina si apprende con la pratica quotidiana ed è necessario studio e totale passione per ciò che si fa. L’esame di laurea comprenderà anche l’esame di Stato per consentire agli studenti di prendere un titolo già di per sè abilitante. Quest’ultima scelta, però, dovrà essere confrontata con l’Europa. I vantaggi sono evidenti, in quanto uno studente che si laurea a febbraio, ad esempio, non può cominciare subito la specializzazione perchè deve fare ancora il tirocinio.

In questo modo arriva a perdere un anno. Molti consensi arrivano sia dal mondo universitario che da quello medico. Speriamo che la riforma sia davvero efficace.

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