S&P conferma rating Irlanda, BCE compra titoli periferici

L’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s ha confermato il suo giudizio sui titoli del debito irlandese, che resta BBB+, nel lungo periodo, e di A2 nel breve. Le ragioni di tale conferma risiedono, secondo il comunicato di S&P, nella consapevolezza unanime dimostrata dalla politica dello stato celtico sulla necessità di un forte risanamento fiscale.

Secondo l’agenzia, l’obiettivo di un rapporto deficit/pil sotto il 3% entro il 2015 è raggiungibile per Dublino, se persisterà tale coscienza. Il debito dovrebbe salire al 110% del pil nel 2013, per scendere al 103 nel 2015. Si attende un modestissimo tasso di crescita quest’anno, dello 0,3% pro-capite, per arrivare al 2% nel 2014.

Ovviamente, S&P non nasconde che se il risanamento non dovesse proseguire come stabilito, vi sia la reale possibilità di un downgrade, ma così come, al contrario, nel caso di un’accelerazione della crescita del pil, vi potrebbe essere un aumento del rating.

Intanto, i titoli di stato di Irlanda e Portogallo stanno rifiatando sui mercati, grazie ad alcune voci, per cui la BCE starebbe intervenendo sui mercati a comprarne i bond. Non si sa se sia una notizia reale, tuttavia, per il solo fatto che essa circoli, lo spread di questi due titoli è in netta discesa, pur rimanendo a livelli altissimi. Alcuni traders, infatti, evidenziano come vi sarebbero stati ordini di acquisti selettivi di bond celtici e lusitani, che lasciano pensare si tratti di un intervento della BCE.

Non si hanno notizie, invece, di interventi pro BTp e Bonos, ma per il semplice motivo che la loro massa in circolazione è enormemente più voluminosa e in caso di intervento infruttuoso ci sarebbe il rischio che si scateni il panico sui mercati, in quanto evidenzierebbe l’impotenza dell’Europa, rispetto a probabili problemi di questi due stati.